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Assalto fallito alla banca di San Giuseppe Vesuviano: i banditi fuggono a piedi e lasciano l’auto rubata

Dopo il colpo tentato nella notte a Napoli con la tecnica della “marmotta”, un’altra banda entra in azione nell’hinterland utilizzando un’auto come ariete per sventrare l’istituto di credito: in entrambi i casi i malviventi sono rimasti a mani vuote.
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Non si ferma l’offensiva ai bancomat nella provincia di Napoli. Alle 4:30 di questa mattina, i carabinieri sono intervenuti in via XX Settembre a San Giuseppe Vesuviano per un tentativo di furto ai danni di un istituto di credito locale.

I malviventi, agendo con estrema spregiudicatezza, hanno utilizzato un’Alfa Romeo Giulietta risultata rubata come ariete, scagliandola contro la vetrata della banca. L’obiettivo era chiaro: sventrare la struttura per asportare l’intero sportello ATM.

La fuga a mani vuote

Nonostante la violenza dell’impatto, il piano dei banditi è fallito. Per cause ancora in corso di accertamento — probabilmente il sistema di allarme o l’arrivo imminente delle forze dell’ordine — i malviventi non sono riusciti a prelevare il denaro.

Messi alle strette, i criminali hanno abbandonato il veicolo sul posto, dileguandosi a piedi per le strade limitrofe e lasciando dietro di sé soltanto i danni alla struttura.

Si tratta del secondo episodio nel giro di poche ore, dopo il tentato colpo avvenuto a Napoli con la tecnica della “marmotta” (l’esplosivo inserito nelle fessure dei distributori), confermando una pressione criminale altissima sugli istituti di credito della zona.

Caccia ai rilievi scientifici

Sul luogo del delitto, oltre ai carabinieri della stazione locale, sono intervenuti i militari del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata per i rilievi tecnici. L’auto utilizzata per lo sfondamento è stata sequestrata e sarà sottoposta a minuziosi esami scientifici.

Gli investigatori sperano di isolare impronte digitali o tracce biologiche lasciate dai banditi all’interno dell’abitacolo dell’Alfa Romeo, elementi che potrebbero risultare decisivi per risalire all’identità dei componenti della banda e verificare collegamenti con altri raid simili avvenuti in Campania.

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Fonte REDAZIONE
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