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Violenza 4.0: l’inferno digitale non ha confini. Revenge porn e stalking, la rete arma puntata sulle donne

L'impegno della polizia postale nel report 2025: 51.560 casi trattati e 293 arresti con 9250 attacchi informatici in un anno
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Oltre 470 attivazioni del Codice Rosso in un anno. Il report 2025 della Polizia Postale svela il volto feroce del web: non più solo truffe, ma una “macelleria sociale” dove l’intimità diventa merce di ricatto. Boom di casi di estorsione sessuale maschile, mentre le donne restano il bersaglio prediletto degli stalker cybernetici.

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L’assedio invisibile

Non è più solo una questione di numeri, è un assedio. E la trincea corre lungo i cavi della fibra ottica, entra negli smartphone, vibra nelle tasche di migliaia di vittime. Il 2025 ci consegna una fotografia impietosa: la violenza ha cambiato pelle, facendosi digitale, chirurgica, virale.

Leggendo le carte del report annuale della Polizia Postale, si intuisce subito che la sfida per gli investigatori non è più “rincorrere” il crimine, ma tentare di fermare un’emorragia. Perché quando un video intimo finisce in rete, il danno non è quantificabile: è eterno. La “catena della vittimizzazione” – come la chiamano in gergo tecnico – è un ingranaggio che stritola vite intere in pochi clic.

Il Codice Rosso: la rete di protezione

È qui che si gioca la partita più dura. Quella del Codice Rosso. Nel 2025, le richieste di attivazione per reati digitali sono state 477. Dietro questo numero freddo ci sono volti, nomi e disperazione. La parte del leone la fa il Revenge Porn (diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite): 240 casi in un anno.

Significa che quasi ogni giorno e mezzo, qualcuno in Italia vede la propria intimità violata e gettata in pasto al pubblico ludibrio. E se pensate che sia un fenomeno neutro, vi sbagliate: 183 vittime sono donne. È una violenza di genere che si nutre di vendetta e controllo, amplificata dalla potenza di fuoco dei social network.

Subito dopo, a ruota, c’è lo Stalking Online. 189 attivazioni della procedura d’urgenza. Anche qui, il mirino è puntato sul sesso femminile: 159 donne perseguitate, braccate in chat, tempestate di messaggi, costrette a cambiare abitudini di vita pur di sfuggire a un’ombra che non ha corpo ma ha mille occhi digitali.

I predatori dei minori e l’incubo Sextortion

Ma l’orrore digitale non guarda in faccia all’età. Il report scoperchia il vaso di Pandora della pedopornografia: 2.574 procedimenti trattati, 222 arresti. Numeri che fanno tremare i polsi. I predatori vanno a caccia dove le difese sono più basse: tra i 14 e i 16 anni si concentra il 55% dei casi di adescamento.

E poi c’è la Sextortion, l’estorsione sessuale. Un reato subdolo, che ribalta gli schemi di genere. Qui le vittime sono maschi nell’89% dei casi (1.092 uomini su 1.225 casi totali). Il copione è sempre lo stesso, crudele ed efficace: una richiesta di amicizia, una videochiamata spinta, e poi scatta la trappola. “Paga o mostro tutto a tua moglie, ai tuoi amici, al tuo capo”. Un business criminale che fattura sulla vergogna e sul silenzio.

Oltre la statistica: il lavoro degli investigatori

In questo scenario da “far west” digitale, la risposta dello Stato prova a essere muraglia. La Sezione Operativa ha indagato 1.298 persone ed effettuato 245 perquisizioni. Non sono solo operazioni di polizia, sono tentativi di salvataggio in extremis. Perché nel web, a differenza della strada, il sangue non si lava via con un colpo di spugna. Resta lì, pixel dopo pixel, a testimoniare che la violenza, oggi, non ha bisogno di pugni per fare male.

TABELLA: I NUMERI DELLA VIOLENZA DIGITALE (2025)

Dati rielaborati e ordinati per volume di incidenza dei fenomeni trattati dalla Polizia Postale.

*Fonte: Rielaborazione su dati Report Polizia Postale 2025

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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