Venezia- “Entro il prossimo anno le eventuali carenze di organico verranno sanate per il ruolo dei Vigili del fuoco con la copertura di posti messi a bando per la sede di Venezia dalla ‘Procedura di selezione interna per la copertura di 45 posti per l’accesso al ruolo dei nautici di macchina del Corpo nazionale, per titoli e superamento di un corso di formazione professionale per l’acquisizione del brevetto nautico di coperta'”.
Lo ha detto il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco rispondendo alle domande di Ettore Rosato (Azione) su vari problemi dei Vigili del fuoco di Venezia. In particolare, il parlamentare ha interrogato sull’organico, sul “ripristino delle imbarcazioni oggi ferme” e sullo stanziamento “di risorse straordinarie, aprendo un capitolo di spesa dedicato ai Vigili del fuoco lagunari, vista la unicità e fragilità del contesto veneziano”.
Un domanda verteva anche sulle indennità di rischio e disagio per il servizio antincendio lagunare, e se sia allo studio un’integrazione normativa che ne stabilisca l’importo e la stabilità nel tempo.
Per i mezzi nautici utilizzati nella laguna di Venezia, Prisco ha spiegato che il servizio di soccorso è svolto con imbarcazioni veloci, le cosiddette Apl (Autopompe lagunari): si tratta di prototipi, “volutamente scoperte”, per poter attraversare i ponti della città in ogni condizione di marea, “e devono essere facilmente manovrabili all’interno dei canali più stretti della città”.
Rosato segnalava che questi mezzi “espongono gli operatori a condizioni meteo estreme tra cui forte vento, pioggia, mare mosso, gelo e caldo intenso senza adeguati dispositivi di protezione”.
Non esiste una produzione in serie delle Apl e il loro utilizzo è limitato alla laguna di Venezia. Data la particolarità del suo territorio, “per fronteggiare i casi di avaria e i danneggiamenti (con conseguenti periodi fuori servizio, dovuti a urti con i bassi fondali, oggetti sommersi, rive, e altro)”, la sede di Venezia ha un numero di imbarcazioni “più che doppio rispetto alla configurazione operativa minima, in modo da garantire un’adeguata rotazione nelle manutenzioni e una idonea riserva in caso di avaria, per cui il fuori servizio delle Apl risulta di tipo programmato e necessario per effettuare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria”, ha aggiunto Prisco.
L’attuale flotta conta otto Apl, due motoscafi e uno zatterino. Per Venezia poi si stanno cercando “locali idonei” per collocare le attrezzature “nell’ottica di velocizzarne ed alleggerirne il trasporto manuale”, e si sta procedendo all’acquisto “di imbraghi speleo alpini e fluviali” per sopperire all’impossibilità di utilizzare le autoscale.
Infine, le indennità di rischio e disagio per il servizio antincendio lagunare. “Proprio al fine di attribuire un riconoscimento economico al personale addetto allo specifico servizio lagunare, già dall’anno 2020, gli annuali accordi integrativi nazionali relativi alla distribuzione delle economie di gestione del Fondo di amministrazione hanno previsto uno specifico compenso a favore del personale non appartenente ai ruoli specialistici che ha assolto la funzione di conduttore di mezzi nautici per i quali è richiesta la patente nautica”, si legge nella risposta di Prisco visionata dalla ‘Dire’.
Quanto alla possibilità di uno specifico emolumento accessorio, passa da una trattativa con i sindacati, “ma l’amministrazione si riserva in ogni caso la possibilità di inserire tale peculiare previsione nel recepimento del nuovo accordo”.
Fonte REDAZIONE





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