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Ti bloccano davvero il conto: la nuova truffa Poste studiata su misura per ingannarti

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Gestire il denaro oggi è molto diverso rispetto a qualche decennio fa. Un tempo, la sicurezza finanziaria aveva volti umani: l’impiegato allo sportello, la voce amica, la certezza di entrare e uscire senza timori. Oggi abbiamo comodità, app e servizi digitali istantanei — ma anche nuovi modi in cui i criminali cercano di ingannarci, spesso ficcando la paura direttamente nel nostro smartphone.

Negli ultimi mesi è emerso un nuovo tipo di truffa che sfrutta proprio uno dei punti di forza di Poste Italiane: i sistemi automatici di sicurezza. I truffatori, abilissimi e sempre più sofisticati, non si limitano più a inviare SMS generici. Ora preparano l’inganno in anticipo, rendendolo incredibilmente credibile per la vittima.

Come funziona la truffa “su misura”

Il primo passo avviene silenziosamente. Senza che la vittima se ne accorga, i truffatori tentano ripetutamente di accedere all’account online della persona usando credenziali non valide. Il sistema antifrode di Poste Italiane rileva questi tentativi anomali e blocca temporaneamente l’accesso — esattamente come previsto dalle procedure di sicurezza.

Dopo qualche minuto arriva un SMS che recita qualcosa di simile a:

“Servizio Anti-Frode
Posteinfo: La informiamo che il suo conto è stato sospeso per motivi di sicurezza, la preghiamo di contattare il nostro ufficio: 0692963400

Per chi riceve il messaggio, la situazione sembra autentica: il conto è davvero bloccato, proprio come indicato dal sistema ufficiale. La paura di perdere l’accesso ai propri risparmi spinge molte persone a chiamare il numero indicato, che però è parte della truffa: la vittima viene poi guidata da messaggi registrati o da un operatore falso che chiede di cliccare su link, inviare codici o confermare operazioni — in realtà consegnando il controllo del conto ai criminali.

Questa truffa è particolarmente pericolosa perché si basa su un elemento reale (il blocco dell’account), rendendo l’inganno estremamente credibile anche per chi normalmente è cauto.

Perché sempre più truffe digitali

La Campania, come il resto d’Italia, sta vivendo un aumento di truffe digitali e raggiri informatici legati a dati bancari, app, portali falsi e comunicazioni contraffatte. Secondo recenti dati della Polizia Postale, la criminalità informatica è cresciuta sensibilmente, con phishing bancario, false app di investimento e piattaforme illegali che colpiscono migliaia di cittadini ogni anno.

La testimonianza di una nostra lettrice

A rendere questa truffa ancora più pericolosa è il fatto che non si basa solo sulla paura, ma su una situazione concreta e reale. Ce lo ha raccontato una nostra lettrice, la signora Imma C. (nome di fantasia, ndr), che ha vissuto questa esperienza in prima persona.

Da alcuni giorni Imma riceveva SMS “strani”, messaggi ambigui che aveva inizialmente catalogato come semplice spam o pubblicità indesiderata.

«Ormai siamo abituati – ci racconta – a ricevere messaggi che invadono la nostra privacy, quindi non ci ho dato troppo peso».

Nell’immagine uno degli SMS truffa

Poi però è arrivato l’SMS diverso dagli altri. Quello che parlava di sicurezza, di conto sospeso, di un numero da chiamare. Un messaggio scritto bene, formale, con tanto di riferimento a un “Servizio Anti-Frode”. A quel punto la paura è stata inevitabile.

«La prima cosa che ho fatto è stata aprire l’app di Poste Italiane sul telefono per controllare il mio conto. Ma non riuscivo ad accedere. Compariva un messaggio: Si è verificato un errore sconosciuto, riprovare più tardi oppure contattare l’assistenza.
Ho provato più volte, ho aspettato qualche minuto, poi ho tentato anche dal computer. Nulla. L’accesso era realmente bloccato».

“Sembrava tutto vero, perché il conto era davvero bloccato”

Ed è proprio qui che la truffa diventa credibile.
Quando una persona vede che il conto non è accessibile, tutto quello che arriva subito dopo sembra automaticamente vero.

«In quel momento il messaggio ricevuto mi è sembrato logico. Pensavo: se il conto è bloccato, è normale che mi abbiano scritto. Stavo per chiamare il numero indicato».

A salvarla è stata la prudenza e un controllo in più. Uno dei suoi nipoti, esperto di informatica, ha deciso di cercare quel numero di telefono su Internet. In pochi secondi sono emerse segnalazioni di altre persone che parlavano di truffa, di chiamate sospette e di tentativi di raggiro.

«Lì ho capito che qualcosa non tornava. Abbiamo ignorato completamente il numero indicato nell’SMS e abbiamo seguito solo la procedura ufficiale di Poste Italiane».

L’accesso al conto è stato poi ripristinato senza alcun problema utilizzando il metodo corretto: il reset della password attraverso i canali ufficiali di Poste.
In pochi minuti tutto è tornato alla normalità. Nessun danno, nessuna perdita di denaro.

«Se avessi chiamato quel numero – conclude Imma – probabilmente oggi racconterei una storia molto diversa. Il conto era davvero bloccato, ed è proprio questo che rende la truffa così pericolosa».

Questa testimonianza dimostra quanto sia sottile il confine tra sicurezza e inganno nel mondo digitale di oggi.I truffatori non inventano più situazioni irreali: costruiscono condizioni vere per rendere la bugia credibile. Ed è per questo che la verifica tramite i canali ufficiali resta l’unica vera difesa.

Un altro episodio significativo riguarda una truffa sventata alle poste di Boscoreale, che sottolinea quanto sia importante la formazione del personale e l’attenzione dei clienti nel riconoscere segnali sospetti.

La testimonianza dalla vita reale

Molte persone ricordano quanto fosse più semplice gestire i propri risparmi anni fa: un libretto postale, un codice PIN, una firma su carta. Non che tutto fosse perfetto, ma i rischi digitali erano molto più limitati. Con l’esplosione dei servizi online — dalla posta elettronica alla banca digitale, dai pagamenti contactless alle app per ogni tipo di operazione — la superficie d’attacco dei criminali è cresciuta enormemente.

Oggi un messaggio, anche ben scritto, può scatenare paura e confusione. È quindi fondamentale ricordare che nessuna istituzione legittima chiederà mai di inviare codici via SMS o di sbloccare un conto seguendo istruzioni ricevute da un numero indicato in un messaggio.

Come difendersi davvero

La regola più importante resta la verifica: quando si riceve un messaggio sospetto, non chiamare mai numeri indicati al suo interno e non cliccare su link. Se si sospetta che qualcosa non vada, è meglio utilizzare i canali ufficiali di Poste Italiane — come il loro sito istituzionale o il numero verde ufficiale — oppure recarsi fisicamente in un ufficio postale per verificare la situazione.

Poste Italiane e le forze dell’ordine invitano a segnalare sempre tentativi di truffa per contribuire a fermare queste reti criminali e proteggere altri cittadini.

In un mondo sempre più digitale, la sicurezza non è solo tecnologia: è attenzione, consapevolezza e prudenza.

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Fonte REDAZIONE
Matteo Setaro

Collaboratore e amante del Web. Nella vita è un grafico con la passione per la scrittura

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Matteo Setaro