AGGIORNAMENTO : 23 Gennaio 2026 - 10:56
7.8 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 23 Gennaio 2026 - 10:56
7.8 C
Napoli

Torre del Greco, tiro al bersaglio contro le telecamere di sicurezza: nove denunce, coinvolti anche minori

Identificati dai Carabinieri grazie ai tatuaggi e ai profili social. Il gruppo, di età compresa tra i 14 e i 45 anni, aveva messo fuori uso gli occhi elettronici comunali a pallonate in tre diversi raid tra via XX Settembre e via Napoli
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Torre del Greco – Non una partita di calcio improvvisata, ma un vero e proprio tiro al bersaglio contro lo Stato. Sono nove le persone deferite all’autorità giudiziaria dai Carabinieri della compagnia di Torre del Greco, ritenute responsabili di danneggiamento aggravato ai danni del patrimonio comunale.

Si tratta di un gruppo eterogeneo composto da adulti e giovanissimi: l’età degli indagati oscilla infatti tra i 45 e i 14 anni, con il coinvolgimento persino di un ragazzino che, all’epoca dei fatti, aveva appena 13 anni (e per questo non imputabile, ma segnalato).

La dinamica e i raid

Le indagini dei militari dell’Arma hanno fatto luce su tre distinti episodi avvenuti lo scorso anno, precisamente il 30 settembre, il 3 ottobre e il 13 novembre 2025. Teatro dei danneggiamenti, le strade tra via XX Settembre e via Napoli.

Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo agiva in concorso utilizzando palloni da calcio come “armi” improprie: calci violenti e mirati con l’obiettivo preciso di distruggere o mettere fuori uso le telecamere di videosorveglianza installate dal Comune per garantire la sicurezza urbana.

Le indagini: traditi dai social

A incastrare il branco è stata una meticolosa attività di indagine condotta dai Carabinieri, che hanno utilizzato le stesse tecnologie che i vandali cercavano di distruggere. I militari hanno incrociato i frame sopravvissuti delle registrazioni video con le foto pubblicate sui profili social network dei sospettati.

Un lavoro di comparazione certosino: a non lasciare scampo agli indagati sono stati i dettagli inequivocabili, come i tatuaggi e la fisionomia dei volti, che hanno permesso di dare un nome e un cognome a tutti i partecipanti ai raid.

In un contesto in cui il presidio del territorio e la videosorveglianza rappresentano strumenti imprescindibili per la legalità, l’operazione dell’Arma pone fine a una serie di atti vandalici che avevano rischiato di creare zone d’ombra nel centro cittadino.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

Provvedimento inutile e poco educativo, si va in carcere, anche pochi mesi, si esce solo quando i danni sono pagati. Autorita’ non all’altezza. In questo modo il rispetto verso la giustizia sara’ sempre pari a zero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA