Calcio

Spalletti, show dopo il 3-0 al Napoli: «David una sentenza, ma il mio centravanti aggiunto è McKennie»

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Torino– Non è mai una partita come le altre per Luciano Spalletti quando incrocia il Napoli, ma il 3-0 maturato stasera allo Stadium ha il sapore della definitiva consapevolezza per la sua Juventus.

Una vittoria netta, che il tecnico toscano, ai microfoni di Sky, non riduce alla semplice aritmetica dei tre punti, ma eleva a manifesto della mentalità raggiunta dalla squadra: «Queste partite ti pongono nella dimensione di ciò che vorresti essere. Giochiamo per vivere queste emozioni e per chi ci ama».

L’analisi dell’attacco: David e la sorpresa McKennie

Il tema caldo, oltre al risultato, è il mercato e la presunta necessità di un nuovo attaccante. Spalletti, però, chiude le porte con una disamina tecnica precisa sui suoi uomini, a partire da Jonathan David, autore di una prova maiuscola: «È un attaccante di razza. Stasera ha dimostrato di saper reggere l’urto nei duelli. Non c’erano spazi liberi, lui se li è strappati via con la forza, anticipando il difensore e mettendolo nelle condizioni di fare fallo o lasciarlo calciare».

Ma la vera investitura arriva per Weston McKennie, descritto da Spalletti con parole sorprendenti che ne ridisegnano quasi il ruolo: «Siamo felicissimi di David, ma abbiamo anche McKennie che è un attaccante centrale perfetto.

È uno dei più forti che ci sia a giocare centravanti: si trova sempre dove c’è il pallone, ha un “jump” impressionante e attacca la profondità come nessuno». Una lode alla mentalità dell’americano: «Lui non gioca per farsi dire “poverino”, gioca per farsi dire “bravo”. Prende decisioni per il risultato».

La chiave tattica: il muro Bremer

Sull’analisi del match, Spalletti rifiuta la distinzione tra un primo tempo arrembante e una ripresa di gestione. La Juventus ha mantenuto un atteggiamento aggressivo per novanta minuti, una strategia resa possibile dalla tenuta difensiva, in particolare di Bremer:

«Quando la squadra è in giro per il campo a pressare, fare le coperture diventa difficile. Bremer è stato bravissimo a reggere l’uno contro uno a campo aperto. È forte fisicamente e tecnicamente: la sua capacità di duellare ci permette di aggredire alti».

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Fonte REDAZIONE
Federica Annunziata

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