.Sorrento – Momenti di forte tensione questa mattina davanti al Municipio di Sorrento, in provincia di Napoli. Un gruppo di circa dieci ultras del Sorrento Calcio ha tentato di fare irruzione negli uffici comunali per protestare contro il protrarsi della chiusura del campo sportivo, inagibile da tre anni a causa dei lavori di rifacimento mai completati.
Vestiti di nero, con cappelli e sciarpe a coprire parzialmente il volto, i tifosi hanno spinto contro il portone, calciando e urlando per circa quindici minuti slogan come «Dateci il campo sportivo!».
Il custode ha immediatamente allertato la polizia municipale; sul posto sono poi intervenuti i carabinieri della locale stazione, che hanno identificato tutti i presenti senza procedere ad arresti.
La scintilla della protesta
L’obiettivo dichiarato era ottenere un confronto diretto con il vice commissario prefettizio Calì per avere chiarimenti sui tempi di riapertura dello stadio Italia. A far esplodere la rabbia degli ultras sarebbe stata la notizia recente che una delle ditte interessate ai lavori – facente capo a soggetti legati alla società calcistica – non risultava in regola con le norme di sicurezza, venendo quindi esclusa e sostituita con un’altra impresa.
Il campo sportivo, fiore all’occhiello per la tifoseria rossonera, è chiuso dal 2023: da allora il Sorrento Calcio disputa le partite casalinghe in trasferta, con gravi disagi logistici ed economici per la squadra e i sostenitori.
Il precedente e il contesto giudiziario
Non è la prima mobilitazione: circa un mese fa gli stessi tifosi avevano organizzato una manifestazione pacifica con lo stesso obiettivo. Oggi, però, il tono è stato ben più acceso. Va ricordato che l’appalto per i lavori allo stadio Italia rientra tra quelli finiti sotto la lente della Procura di Torre Annunziata nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti nella pubblica amministrazione: tra gli imputati figura anche l’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola, a processo per corruzione.
Al termine dell’intervento delle forze dell’ordine, il vice commissario Calì ha accettato di ricevere una delegazione di due ultras, ai quali ha fornito rassicurazioni sui tempi di completamento dei lavori. La vicenda evidenzia ancora una volta il malcontento diffuso intorno alla gestione degli impianti sportivi in Penisola sorrentina, dove la passione calcistica si scontra con ritardi burocratici e profili di irregolarità emersi dalle indagini giudiziarie. I tifosi, per ora, attendono fatti concreti: il ritorno a casa.
Fonte REDAZIONE





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