Cronaca di Napoli

Sicurezza nelle stazioni EAV, l’allarme di UGL Napoli: «Basta lavoro in solitaria»

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Napoli – Le stazioni ferroviarie della Campania si confermano luoghi sempre più insicuri per chi vi lavora, in particolare per le guardie giurate impiegate in servizi svolti in solitaria.

L’ultimo episodio risale alla scorsa settimana, quando una GPG è stata violentemente aggredita mentre era in servizio presso la stazione EAV di Poggiomarino. L’operatore, solo e senza supporto, stava presidiano la struttura in una fascia oraria ad alto rischio.

A rendere pubblico l’accaduto è stato lo stesso lavoratore, che ha denunciato l’aggressione sui social.

Un fatto che riaccende con forza il dibattito sulla gestione della sicurezza nelle stazioni EAV e sulle scelte organizzative che, secondo il sindacato, privilegerebbero il contenimento dei costi a scapito della tutela dei lavoratori.

Non si tratta, infatti, di un caso isolato. Solo pochi mesi fa il settore della vigilanza privata era stato scosso da una tragedia avvenuta in una stazione del Beneventano, dove una guardia giurata ha perso la vita rimanendo schiacciata da un cancello durante l’accesso alla postazione di servizio.

Sulla vicenda interviene Giampiero Bellusci, Segretario Confederale UGL e Segretario della Federazione Sicurezza Civile UGL Napoli, che ha inviato una lettera al Prefetto, al Questore e ai vertici EAV chiedendo un incontro urgente per affrontare la situazione.

«Voglio innanzitutto esprimere piena e totale solidarietà al collega aggredito – dichiara Bellusci –. Da quanto ci risulta le sue condizioni sono in miglioramento, ma resta la gravità di quanto accaduto. Come sindacato condanniamo con fermezza questo episodio e diciamo basta: non possiamo più accettare che simili fatti vengano liquidati come “rischio del mestiere”. L’aggressione di Poggiomarino dimostra in modo drammatico l’inadeguatezza degli attuali protocolli operativi».

Al centro della denuncia c’è il tema del lavoro in solitaria. «Il problema è strutturale – spiega Bellusci –. Impiegare una sola guardia giurata, in singola unità, nelle stazioni vesuviane, spesso isolate e in orari notturni, significa esporre il personale a un pericolo certo. La vigilanza privata è un presidio fondamentale, ma senza una seconda unità di supporto la capacità di deterrenza è quasi nulla. Il lavoratore resta completamente esposto all’azione dei malintenzionati».

Una situazione già segnalata in passato. «Dopo la tragedia avvenuta nel novembre 2025 in un’altra stazione EAV avevamo già denunciato tutto, inviando una richiesta urgente alla Prefettura – ricorda Bellusci –. Eppure le guardie giurate continuano a essere lasciate sole, in un silenzio assordante. In quel caso, la presenza di una seconda unità avrebbe potuto fare la differenza e forse salvare una vita».

UGL chiede ora interventi immediati. «Abbiamo richiesto un incontro urgente in Prefettura per definire un Protocollo Operativo specifico sul lavoro in solitaria – afferma il segretario –. Il rischio del lavoro isolato deve essere valutato nel Documento di Valutazione dei Rischi e gestito con misure concrete. È necessario verificare, ad esempio, se gli operatori siano dotati di dispositivi “uomo a terra”, come previsto dal D.Lgs 81/08. Servono accertamenti rapidi e chiari sulle responsabilità».

E se dalle istituzioni non arriveranno risposte? «Non resteremo a guardare – avverte Bellusci –. Alla luce delle forti tensioni che attraversano il settore, ci riserviamo di proclamare una mobilitazione della vigilanza privata. È necessario denunciare con forza ciò che sta accadendo in questo territorio».

Il nodo normativo: sicurezza sulla carta, rischio sul campo

A margine dell’ennesimo episodio di violenza, emerge una criticità che va oltre la cronaca. L’attuale quadro normativo, infatti, mostra evidenti limiti quando si parla di sicurezza reale degli operatori. Se da un lato la legge individua gli “obiettivi sensibili” per i quali è obbligatorio il ricorso alla vigilanza privata, dall’altro il DM 269/2010 lascia ampi margini interpretativi su aspetti fondamentali.

Il Decreto non stabilisce in modo vincolante il numero minimo di guardie giurate da impiegare per singolo servizio, consentendo alle stazioni appaltanti una discrezionalità che troppo spesso si traduce in scelte esclusivamente economiche. Il risultato è una riduzione del personale impiegato e l’esposizione diretta dei lavoratori a rischi elevati, come dimostrano i casi di Poggiomarino e del Beneventano.

Una “zona grigia” normativa che, secondo il sindacato, continua a produrre conseguenze pesanti, lasciando chi opera in prima linea senza adeguate tutele.

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Fonte REDAZIONE
Gustavo Gentile

Esperto in diritto Diplomatico e Internazionale. Lavora da oltre 30 anni nel mondo dell’editoria e della comunicazione. E' stato rappresentante degli editori locali in F.I.E.G., Amministratore di Canale 10 e Direttore Generale della Società Centro Stampa s.r.l. Attento conoscitore della realtà Casertana.

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Gustavo Gentile