Salerno – Centinaia di voci unite contro il cemento: associazioni ambientaliste, amministratori locali e cittadini hanno invaso questa mattina l'arenile di via Ligea, l'ultima spiaggia libera nella parte ovest della città, per urlare un secco "No" all'ampliamento del porto commerciale.
Al centro della mobilitazione, il progetto che prevede l'estensione della banchina di Ponente per le "Autostrade del mare" e il prolungamento dei moli di sopraflutto e sottoflutto. "Salerno ha già dato troppo al porto, tra traffico veicolare, inquinamento atmosferico e acustico", ha tuonato Enzo Ragone, promotore dell'iniziativa. "Queste opere non portano ricchezza né posti di lavoro stabili alle maestranze portuali, ma devastano l'ecosistema fragile della Costa Amalfitana, patrimonio Unesco".
Sindaci della Costiera in prima linea
La protesta ha assunto un respiro sovracomunale grazie alla presenza di una delegazione dei Comuni amalfitani. Il vicesindaco di Cetara Francesco Pappalardo, il sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone e quello di Minori Andrea Reale, insieme a diversi consiglieri comunali, hanno unito le loro voci al coro di dissenso.
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"La modifica dell'imboccatura del porto costringerebbe le navi a navigare più vicino alla costa, proprio davanti ai litorali di Cetara e Vietri sul Mare", ha spiegato De Simone. "Un rischio concreto per la sicurezza marittima e l'attrattiva turistica della Divina, che vive di bellezze naturali e non di pericoli navali".
Petizione in arrivo: la battaglia continua
I manifestanti, con striscioni e slogan come "Giù le mani dalla spiaggia", hanno annunciato una petizione popolare nelle prossime settimane per raccogliere firme e bloccare il progetto. Un fronte compatto che mette in luce le tensioni tra sviluppo portuale e tutela ambientale in un territorio già sotto pressione.
La manifestazione si è conclusa senza incidenti, ma il messaggio è chiaro: Salerno e la Costiera non intendono cedere un metro di sabbia e mare.
Fonte REDAZIONE





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