Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Un sequestro preventivo da quasi un milione e duecentomila euro è stato eseguito dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Benevento nei confronti di cinque persone, tutte residenti in provincia di Napoli, ritenute responsabili a vario titolo di riciclaggio, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica guidata da Pierpaolo Bruni.
L’indagine prende le mosse da una serie di accertamenti mirati sui rapporti economici di una ditta individuale con sede a Napoli, attiva nella commercializzazione dei rottami di metallo. Gli investigatori hanno puntato l’attenzione su un conto corrente caratterizzato da una movimentazione anomala: accrediti di importo rilevante, con cadenza periodica, seguiti sistematicamente da prelievi in contanti effettuati allo sportello in diverse località della Campania.
Secondo quanto emerso nella fase iniziale delle indagini preliminari, la ditta avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti con l’obiettivo di riciclare proventi illeciti legati a un indebito risparmio d’imposta ottenuto dalla società cliente, operante nello stesso settore. Le operazioni finanziarie, formalmente inquadrate come normali transazioni commerciali, avrebbero avuto la funzione di conferire una parvenza di regolarità a rapporti economici che, in realtà, sarebbero stati strumentali alla ripulitura del denaro.
Il sequestro, per un valore complessivo di 1.197.605,80 euro, rappresenta l’esito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura sammaritana e condotta dalla Guardia di Finanza di Benevento, che continua a indagare per delineare con maggiore precisione ruoli e responsabilità all’interno del presunto sistema fraudolento.