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Rapina con pestaggio a Fuorigrotta: arrestato 32enne specializzato in scippi

Giuseppe Emanuele Di Pinto, della Torretta di Chiaia, in manette per la violenta aggressione a una giovane automobilista. Lo scooter prestato con una scusa e i tatuaggi che lo hanno incastrato

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Napoli – Ha chiesto in prestito lo scooter al cugino sostenendo di dover andare a comprare medicine per il padre malato. Invece, Giuseppe Emanuele Di Pinto, 32enne residente nella zona della Torretta di Chiaia, avrebbe usato il mezzo per commettere una rapina in via Agrillo, a Fuorigrotta.

La vittima, una giovane donna alla guida della propria auto, è stata aggredita con violenza: l’uomo le ha strappato dal collo una collanina d’oro, provocandole una distorsione alla spalla e al collo.

L’episodio, avvenuto tra giugno e settembre dello scorso anno, è finito ieri con l’arresto del 32enne, eseguito dai carabinieri della stazione di Fuorigrotta su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli.

A tradire Di Pinto sono stati due elementi decisivi: la targa dello scooter e i tatuaggi visibili sul corpo, immortalati probabilmente dalle immagini di videosorveglianza o dalla descrizione della vittima.

Gli investigatori dell’Arma hanno ricostruito il fatto collegandolo ad altri due episodi delittuosi contestati allo stesso uomo, sempre nella zona del lungomare partenopeo.Si tratta di due furti aggravati: il primo ai danni di una bicicletta elettrica, commesso nell’androne di un palazzo in viale Gramsci; il secondo ai danni di uno scooter elettrico, perpetrato nel cortile di uno stabile in via Caracciolo.

Entrambi i colpi – presumibilmente preceduti da accurati sopralluoghi – sono stati eseguiti in solitaria e sempre tra giugno e settembre dello scorso anno.Le denunce presentate immediatamente dalle vittime hanno fatto convergere le indagini in un unico procedimento penale.

Di Pinto è accusato complessivamente di rapina aggravata e due furti aggravati.Si ricorda che l’indagato va considerato innocente fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.


Fonte REDAZIONE
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