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Pianura, il paradosso di La Trencia: scale mobili fuorilegge e stallo infinito

Impianti fermi dall'estate, ascensori guasti e infiltrazioni. Borrelli e Ceparano (AVS): «Cittadini ostaggio della burocrazia, pronti alla protesta il 28 gennaio»
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Napoli – Doveva essere un intoppo di poche settimane, si è trasformato nell’ennesimo monumento all’inefficienza urbana. Alla stazione della Circumflegrea di La Trencia, nel cuore del quartiere Pianura, il tempo sembra essersi fermato all’estate scorsa. Da quando le scale mobili sono state sigillate perché ritenute non a norma, il diritto alla mobilità per centinaia di utenti è diventato un miraggio.

Il caso solleva interrogativi inquietanti: come è possibile che impianti in funzione da anni vengano scoperti “non conformi” solo ora? Una domanda che tormenta i pendolari e che resta senza risposta ufficiale, mentre i dipendenti confermano lo stop forzato. Se la sicurezza è la priorità, l’assenza di interventi riparatori da settembre a oggi racconta una storia di immobilismo burocratico che viaggia molto più lentamente dei (già sofferenti) convogli ferroviari.

Una stazione “off-limits”

La fotografia attuale di La Trencia è quella di un degrado strutturale diffuso:

Barriere architettoniche: Con scale mobili e ascensori fuori uso, la stazione è di fatto interdetta a disabili, anziani e genitori con passeggini.

Incuria: Infiltrazioni d’acqua piovana e manutenzione assente rendono i locali insalubri e insicuri.

Incompiute storiche: Sullo sfondo resta il fantasma del secondo binario, un progetto vecchio di cinquant’anni e mai ultimato.

La politica attacca: «Rimpalli inaccettabili»

Sulla vicenda sono intervenuti duramente il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceparano (Alleanza Verdi-Sinistra), facendosi portavoce delle segnalazioni dei residenti.

«Spegnere impianti dopo anni di utilizzo senza fornire tempi certi per il ripristino è un fatto gravissimo — denunciano i due esponenti di AVS —. A La Trencia i cittadini pagano il prezzo di omissioni e rimpalli di responsabilità. Non si chiedono favori, ma il rispetto dei diritti fondamentali: sicurezza e accessibilità».

Mercoledì la protesta

L’esasperazione della piazza è pronta a esplodere. Per mercoledì 28 gennaio 2026 è stata annunciata una manifestazione di protesta proprio all’esterno dello scalo. L’obiettivo è chiaro: scuotere i vertici del trasporto regionale e ottenere un cronoprogramma certo per la fine di quello che molti, ormai, definiscono “l’esilio dai binari” del quartiere Pianura.


Fonte REDAZIONE
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