Napoli– Ancora sangue sulle strade di Napoli Est. Un uomo di 55 anni, originario del capoluogo, ha perso la vita in un drammatico incidente stradale avvenuto nella notte tra venerdì e sabato lungo via Argine, arteria tristemente nota per la sua pericolosità.
Lo schianto si è verificato poco dopo la mezzanotte. Secondo le prime ricostruzioni effettuate sul posto, la vittima era alla guida della propria vettura quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo.
La corsa dell’auto è terminata violentemente contro una cisterna che si trovava in sosta a bordo strada. L’impatto è stato devastante, non lasciando scampo al conducente.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 55enne. La scena del sinistro è stata transennata per consentire i rilievi del caso agli agenti della sezione Infortunistica Stradale della Polizia Municipale, diretta dal comandante Vincenzo Cirillo.
Le operazioni di messa in sicurezza e la gestione della viabilità sono state coordinate dalla Centrale Operativa Territoriale, agli ordini del capitano Lucio Sarnacchiaro, sotto la supervisione del comandante generale Ciro Esposito.
Gli inquirenti non escludono alcuna pista: dal malore improvviso al colpo di sonno, fino a una possibile distrazione fatale. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.
Napoli, la strage infinita. Il 2026 eredita il “bollettino di guerra” del 2025
L’incidente di via Argine non è un caso isolato, ma l’ennesimo capitolo di un’emergenza che a Napoli e provincia sembra non conoscere fine. Queste prime tre settimane del 2026 confermano un trend allarmante, riaprendo ferite mai rimarginate dopo un 2025 che è stato definito da più parti un “anno nero” per la sicurezza stradale.
L’eredità del 2025: i numeri della crisi
Il 2026 si apre portandosi dietro il peso schiacciante dei dati dell’anno appena concluso. Il 2025 si è chiuso con un bilancio drammatico per la città di Napoli, che ha contato 21 vittime sulle strade urbane. Un dato che fa riflettere sulla sicurezza delle arterie cittadine, spesso trasformate in piste ad alta velocità, soprattutto nelle ore notturne.
Particolarmente grave è stato il bilancio riguardante gli utenti deboli della strada: fino a novembre 2025, si contavano già 8 pedoni uccisi, travolti mentre attraversavano la strada, spesso sulle strisce pedonali. Casi come quello del 93enne investito al Vomero o del 46enne a Ponticelli (deceduto dopo un mese di agonia) testimoniano una “giungla urbana” dove la distrazione e l’alta velocità la fanno da padrone.
Provincia maglia nera
Allargando lo sguardo alla Città Metropolitana, i dati consolidati (riferiti all’ultimo report ACI-ISTAT disponibile e analizzato a fine 2025) avevano già lanciato l’allarme rosso: la provincia di Napoli aveva registrato un incremento record del +26,1% delle vittime della strada in un solo anno, toccando quota 111 morti. Un triste primato nazionale per l’aumento assoluto di decessi, che ha visto aree come Giugliano e la zona flegrea pagare un tributo di sangue altissimo.
2026: un inizio in salita
L’incidente di via Argine di questo weekend si inserisce in questo contesto di “insicurezza strutturale”. Nonostante i piani di potenziamento dei controlli e l’annuncio di nuovi dissuasori e telecamere da parte dell’amministrazione comunale, la frequenza degli incidenti gravi in queste prime settimane dell’anno dimostra che la strada verso l’obiettivo “zero vittime” è ancora lunghissima.
La dinamica di via Argine (perdita di controllo autonoma notturna) ricalca una delle casistiche più frequenti evidenziate dai report statistici: l’incidentalità notturna sulle grandi arterie di scorrimento periferiche, dove la percezione del rischio si abbassa drasticamente
Fonte REDAZIONE





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