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Napoli, tenta la fuga dopo una visita medica dall’IPM di Nisida

Un detenuto aggredisce gli agenti durante il rientro dal nosocomio. Il sindacato: “Personale insufficiente, serve revocare subito il distacco di tre unità”
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Momenti di forte tensione nella tarda mattinata di lunedì 19 gennaio 2026 all’Istituto penale per minorenni di Nisida, dove un detenuto di origine straniera ha tentato la fuga subito dopo una visita medica effettuata in regime d’urgenza presso un nosocomio cittadino.

Il giovane era stato accompagnato in ospedale per accertamenti a seguito di una presunta frattura alle dita. Dopo le cure del caso e al momento dell’uscita dalla struttura sanitaria, il detenuto ha improvvisamente cercato di darsi alla fuga, aggredendo il personale della Polizia penitenziaria addetto alla scorta. Ne è nata una colluttazione che ha messo a dura prova gli agenti, riusciti comunque – non senza difficoltà – a bloccarlo e a riportarlo all’interno dell’IPM di Nisida.

Un episodio critico che, fortunatamente, si è concluso senza conseguenze più gravi, ma che riaccende i riflettori sulle condizioni operative degli agenti in servizio nella struttura minorile partenopea. Il sindacato della Polizia penitenziaria ha espresso un plauso alle donne e agli uomini del Corpo, sottolineando ancora una volta la professionalità e il senso del dovere con cui affrontano quotidianamente situazioni ad alto rischio, spesso in condizioni di grave carenza di organico.

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Secondo l’organizzazione sindacale, infatti, l’IPM di Nisida ospita una popolazione detenuta elevata a fronte di un numero di agenti non adeguato a garantire standard di sicurezza ottimali. A peggiorare ulteriormente il quadro, la recente disposizione di distacco di tre unità di Polizia penitenziaria proprio da Nisida verso il CPA di Napoli, una scelta definita “né opportuna né tempestiva”.

Il sindacato rinnova quindi la richiesta di annullamento immediato del provvedimento di distacco, ritenuto incompatibile con le criticità che l’istituto minorile è chiamato ad affrontare ogni giorno. L’episodio del 19 gennaio, spiegano, rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme su una situazione che non può più essere ignorata.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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