

Il kit del rapinatore sequestrato
Un’operazione di routine, mirata alla ricerca di armi, si è trasformata in un ritrovamento di particolare rilievo investigativo. È accaduto nella giornata di ieri, quando la Polizia di Stato ha eseguito una serie di perquisizioni nel quartiere San Ferdinando, uno dei contesti urbani più sensibili del capoluogo.
L’intervento ha visto impegnati gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato San Ferdinando, affiancati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania e dalle Unità Cinofile dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. Un dispositivo operativo articolato, segnale di un’attività investigativa condotta con attenzione e metodo.
È in un’area comune di uno stabile della zona che gli agenti hanno fatto la scoperta più significativa: un vero e proprio arsenale riconducibile alla preparazione di azioni criminali.
Tra il materiale rinvenuto figurano una pistola revolver, numerosissime munizioni di vario calibro, un giubbotto antiproiettile e cinque targhe di motoveicoli contraffatte, elemento che lascia ipotizzare la predisposizione di mezzi per la fuga e l’occultamento dell’identità.
A rafforzare il quadro, anche la presenza di materiale per il camuffamento: parrucche e una maschera in silicone, strumenti tipici utilizzati per eludere i sistemi di videosorveglianza e rendere più difficoltoso il riconoscimento.
Un dettaglio che, per gli investigatori, rappresenta un chiaro segnale di azioni pianificate e non improvvisate.
Ancora più allarmante il rinvenimento di un ordigno esplodente rudimentale del peso di circa 490 grammi. Un elemento che fa salire ulteriormente il livello di pericolosità del materiale sequestrato e apre scenari investigativi più ampi, legati non solo a rapine ma anche a possibili azioni dimostrative o intimidatorie.