L’orrore si nasconde nei corridoi dell’obitorio dell’ospedale Cardarelli di Napoli, dove i defunti vengono trattati come rifiuti in condizioni definite “indecenti” e “devastanti”.
A denunciare la situazione è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, dopo la segnalazione formale di un’avvocata che ha documentato con foto e video ciò che ha vissuto personalmente all’inizio di gennaio 2026.
Le immagini mostrano locali fatiscenti e fuori controllo: corpi abbandonati lungo i corridoi su barelle intaccate dalla ruggine e sporche di sangue, ammassati senza alcun ordine né custodia. L’identificazione dei defunti affidata unicamente a nomi scritti con pennarello sulle lenzuola, spesso lerce e avvolte in modo grossolano.
La macabra ricerca dei familiari
Il racconto si fa ancora più atroce nei dettagli: i familiari sono stati costretti a sollevare una ad una le lenzuola di altri corpi per riuscire a identificare il proprio caro, in una macabra ricerca che trasforma persone che hanno amato e vissuto in “scarti” esposti allo sguardo di chiunque.
Un trattamento che viola ogni norma igienico-sanitaria e calpesta la dignità umana nell’ultimo momento che dovrebbe essere di rispetto e pietà.
La denuncia di Borrelli
“Siamo di fronte a uno scempio che ferisce la dignità umana,” attacca Borrelli. “Non è accettabile che nel 2026, nel principale ospedale del Mezzogiorno, si assista a scene simili. Come possiamo pretendere che vengano rispettati i diritti dei vivi, dei pazienti e dei fragili, se il trattamento riservato a chi non c’è più è quello che si riserverebbe a dei rifiuti?”
Il deputato ha immediatamente chiesto conto alla Direzione Sanitaria del degrado e sollecitato un intervento immediato per ripristinare le condizioni igienico-sanitarie, la sicurezza dei locali e accertare le responsabilità di chi doveva vigilare. “La pietà per i defunti è il primo segno di civiltà: se manca quella, è finita,” conclude.
La risposta dell’ospedale
A seguito dell’esposto formale, la direzione dell’ospedale Cardarelli ha fatto sapere che è in corso il reperimento dei fondi per interventi di ammodernamento e riqualificazione dell’area obitorio, oramai non più rinviabili. Una promessa che arriva dopo l’ennesima denuncia su una struttura che testimonia un fallimento etico e gestionale che non può restare impunito.
Modifiche e revisioni di questo articolo
- Articolo modificato il giorno 20/01/2026 ore 11:26 - Aggiornamento struttura del contenuto
Fonte REDAZIONE





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