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Napoli, la Fontana della Marinella affoga tra siringhe e rifiuti

Il gioiello settecentesco di via Marina ridotto a "bucatoio" e piazza di spaccio. L’allarme di Borrelli: "Sfregio alla dignità di Napoli, serve un presidio sociale e di sicurezza"





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Napoli – Dove un tempo scorreva l’acqua del Settecento, oggi ristagnano incuria e disperazione. La Fontana della Marinella, opera di pregio realizzata nel XVIII secolo dall’architetto Francesco Sicuro, è scivolata nell’abisso del degrado più estremo.

Da monumento storico a “hub” dello squallore: le vasche borboniche sono diventate un ricettacolo di stracci, rifiuti organici e siringhe usate, trasformando uno dei simboli della zona costiera in un bucatoio a cielo aperto.

La denuncia, documentata da una serie di segnalazioni fotografiche inviate dai cittadini, arriva dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che punta il dito contro l’abbandono di un’area – quella del Vado del Carmine – ormai percepita come una “zona franca”.

“È questo il biglietto da visita che vogliamo dare della nostra storia?” attacca Borrelli. “Siamo di fronte a uno sfregio continuo. Una fontana che ha attraversato i secoli, sopravvissuta a spostamenti e mutilazioni, oggi viene umiliata. Vedere quel marmo borbonico circondato da rifiuti e siringhe non è solo un colpo all’occhio, è un insulto alla dignità di Napoli.”

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Un dramma tra storia e marginalità
La situazione nell’area di via Marina è complessa. La vicinanza con le mense per i poveri attira quotidianamente decine di persone fragili che, in assenza di alternative, finiscono per accamparsi tra i resti della storia aragonese e borbonica. Il risultato è una convivenza impossibile tra la bellezza monumentale e il consumo di droghe pesanti alla luce del sole.

Secondo Borrelli, non basta più la semplice pulizia ordinaria, spesso vanificata in pochi giorni dal ritorno del degrado. La richiesta alle autorità è duplice: da un lato, un intervento deciso dei servizi sociali per assistere i senzatetto e le persone con dipendenze che vivono tra i rifiuti; dall’altro, la messa in sicurezza definitiva del cantiere delle Torri del Carmine.

“Non si può restare a guardare mentre la bellezza viene soffocata dall’incuria,” conclude il deputato. “Pretendiamo che il restauro della fontana e delle Torri non sia un cantiere eterno e fantasma, ma un impegno concreto per restituire decoro a questo quadrante della città. Serve un presidio costante del territorio: la storia non può essere calpestata così.”


Fonte REDAZIONE
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