AGGIORNAMENTO : 16 Gennaio 2026 - 19:35
14.2 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 16 Gennaio 2026 - 19:35
14.2 C
Napoli

Napoli, chiavi «topolino» e grimaldelli bulgari: così i gruppi di ladri seriali entravano nelle case

Nell’ordinanza che ha portato in carcere 38 persone a Napoli l’elenco degli attrezzi e le intercettazioni svelano il metodo: vedette fuori dai palazzi, incursori dentro, decoder e chiavi alterate per porte blindate e cilindri europei, fino agli ordini in diretta per fuga e refurtiva.





Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

A Napoli, l'operazione condotta dal gip Dario Berrino ha portato all'arresto di 38 membri di sette gruppi di ladri seriali, rivelando un metodo sofisticato di intrusione che utilizza chiavi universali e attrezzature specializzate, segnalando un allerta per la sicurezza delle abitazioni in città.

L’ordinanza cautelare firmata dal gip Dario Berrino del Tribunalke di Napoli, che l’altro giorno ha portato in c arcere 38 persone appartenenti a sette distinti gruppi di ladri seriali di appartamenti restituiscr l’immagine di gruppi organizzati che non improvvisano.

La “cassetta degli attrezzi” dei ladri è descritta con un livello di dettaglio che, nell’ordinanza, serve a dimostrare metodo, ripetitività e capacità tecnica. Non solo arnesi generici (cacciaviti, pinze, piedi di porco, martelli), ma anche strumenti tipici delle intrusioni “pulite” nelle abitazioni: chiavi alterate e universali, dispositivi pensati per cilindri europei e perfino attrezzatura per intervenire sulle casseforti.

Il punto che colpisce di più è la centralità delle cosiddette chiavi speciali: nelle contestazioni compaiono marchi ricorrenti (Cisa, Mottura, Securemme, CR, Campisa), proprio perché sono fra i più diffusi su portoni e porte blindate. La “chiave a T” per i cilindri europei e il riferimento al “grimaldello bulgaro” raccontano un salto di qualità: l’obiettivo non è sfondare, ma aprire e richiudere riducendo rumore, tempi e soprattutto tracce.

 La chiave universale “Topolino”

In questo quadro rientra anche il “topolino”, indicato come chiave universale (in un passaggio associata a Securemme): non un semplice grimaldello, ma un attrezzo da specialisti, richiesto e preparato su richiesta, come se fosse parte di un kit standard da azione.

Accanto alle chiavi, l’ordinanza descrive la dotazione per i colpi più “pesanti”: flex e dischi per flex per aggredire casseforti o supporti, e un decoder “per formare le chiavi di accesso” delle porte blindate. È un passaggio importante perché sposta l’attenzione dall’effrazione classica al tema della manipolazione/replica: nella logica investigativa, un apparato del genere rafforza l’idea di gruppi strutturati, capaci di adattarsi a serrature diverse e di scegliere obiettivi anche in base ai sistemi di chiusura.

Le intercettazioni, poi, fanno da colonna sonora al modus operandi. Da un lato c’è il lavoro “di osservazione”: l’avvistamento di anziani e condomini, il controllo dei movimenti nel palazzo, l’ordine di uscire e rientrare “per precauzione”, la richiesta di avvicinarsi “a retromarcia” con l’auto per rendere più rapida la fuga e la gestione della refurtiva.

Dall’altro, c’è il linguaggio tecnico sul campo: guardare che tipo di chiave abbia in mano una persona (“Mottura”), verificare se su una porta ci sia un defender (“la palla”), capire se l’accesso è compatibile con l’attrezzo in dotazione. In sostanza, nelle conversazioni non emerge solo l’azione criminale, ma la procedura: vedetta fuori, incursori dentro, auto pronta, comunicazione continua.

In un episodio, la chiamata resta aperta mentre i due sono all’interno dell’appartamento: si parla di fotocellule dell’antifurto, si commenta la ricerca di monili e scatole, si distingue tra oro e oggetti falsi, fino alla chiusura operativa del colpo: “stiamo uscendo” e l’ordine di aprire il cofano per riporre tutto. È il copione di una squadra rodata, con compiti ripartiti e un controllo quasi “in diretta” del rischio: chi è fuori segnala ingressi sospetti e arrivi di persone, chi è dentro lavora a tempo, chi è alla guida gestisce l’estrazione.

Un altro elemento che l’ordinanza sembra valorizzare è la ripetizione di formule e comportamenti: “preparami la topolino”, “sta salendo la gente”, “siamo dentro”, “apri il cofano”. Sono frasi che, lette in filigrana, disegnano una catena di comando e una confidenza operativa che va oltre il singolo furto.

Ecco perché l’elenco degli arnesi non è un dettaglio “folkloristico”, ma un tassello probatorio: serve a collegare soggetti, ruoli e colpi, oltre a dimostrare la disponibilità di strumenti compatibili con l’apertura di porte blindate e con l’asportazione di casseforti.

Sul piano narrativo e investigativo, il messaggio è chiaro: non si tratta di ladri occasionali, ma di gruppi seriali che selezionano le vittime, studiano le serrature, entrano quando l’occasione è più favorevole (spesso seguendo i movimenti di persone anziane e condomini) e provano a muoversi senza clamore.

La somma tra “chiavi speciali”, travisamento (guanti, cappucci, calzamaglie) e comunicazioni in tempo reale racconta un modello criminale ripetibile, esportabile e quindi particolarmente pericoloso tra Campania e Lazio.

Chiave “Topolino” (decoder)

Chiave a T per cilindri europei

  • Cos’è (in senso tecnico): negli atti viene indicata come una chiave/attrezzo “a T” usata per la forzatura di cilindri europei.

  • Caratteristica principale: la forma “a T” richiama un’impugnatura che consente presa e coppia durante le manovre sulla serratura/cilindro.

Chiavi alterate

  • Cosa sono: chiavi modificate/adattate per risultare compatibili con specifiche serrature/assetti di cilindro senza essere la chiave originale.

  • Caratteristica investigativa: nelle ordinanze vengono spesso valorizzate perché indicano preparazione e disponibilità di “strumenti dedicati” a target e serrature.

Chiavi universali (per marche diffuse)

  • Cosa sono: chiavi/attrezzi dichiarati idonei ad aprire “serrature di ogni tipo”, con ricorrenza di marchi molto installati su porte e portoni (nei tuoi stralci: Cisa, Mottura, CR, Campisa, Securemme).

  • Caratteristica pratica: l’idea è ridurre tempi e incertezza scegliendo attrezzi compatibili con cilindri/serrature frequenti.

“Grimaldello bulgaro” / “chiave bulgara”

  • Cos’è: un grimaldello associato alla cosiddetta “chiave bulgara”; in varie spiegazioni tecniche viene descritto come un sistema composto da più elementi (es. tensore + “chiave morbida” a lamelle) pensato per replicare/ricostruire un profilo di chiave.

  • Caratteristica importante (distinzione): molte fonti lo collegano soprattutto alle serrature a doppia mappa di vecchia generazione, non ai cilindri europei.

“Decoder per formare le chiavi” (per porte blindate)

  • Cos’è: nelle cronache di settore il “decoder” viene descritto come dispositivo capace di “decodificare” un cilindro, cioè ricavare una combinazione utile all’apertura (o alla replica), più che come una chiave tradizionale.

  • Caratteristica: è presentato come strumento nato per interventi professionali ma sfruttato anche illecitamente.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA
Ad is loading…
Ad is loading…