Rocco Commisso
New York- Un velo di tristezza avvolge il mondo del calcio e la città di Firenze. Rocco Commisso, il visionario patron della Fiorentina, è morto all’età di 76 anni. La notizia, temuta e dolorosa, arriva direttamente dagli Stati Uniti, dove l’imprenditore italo-americano viveva. Commisso si è arreso dopo un prolungato periodo di cure, circondato dall’affetto dei suoi cari.
A dare il triste annuncio è il nucleo familiare che è sempre stato il pilastro della sua vita: la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa, e le sorelle Italia e Raffaelina. “Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa”, si legge nella nota ufficiale diramata poco fa.
Il ritratto che ne esce dalle parole della famiglia è intimo e toccante, lontano dai riflettori dello stadio. Per i suoi cari, Rocco è stato “un esempio, una guida, un uomo leale e fedele”. Proprio accanto alla moglie Catherine aveva recentemente tagliato il traguardo dei 50 anni di matrimonio, mentre per i figli è stato un padre “severo e amabile”, un ossimoro che descrive perfettamente il suo carattere: dolce ma deciso, capace di grandi slanci affettivi e di ferrea determinazione.
Il calcio non era solo un business, ma un amore tardivo e travolgente. Quando sette anni fa prese il comando del club Viola, Commisso si presentò con una frase che è rimasta nella storia recente della città: “Chiamatemi Rocco”. Un approccio diretto, empatico, che ha abbattuto le barriere tra presidenza e tifoseria.
“Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato”, prosegue il comunicato. Un affetto dimostrato non solo nei giorni di festa, ma soprattutto durante l’emergenza Covid, quando attraverso la campagna ‘Forza e Cuore’ destinò ingenti donazioni agli ospedali cittadini.
Inarrestabile fino alla fine, Commisso ha lavorato per il futuro delle sue aziende, Mediacom e Fiorentina, fino agli ultimi giorni. Ma il suo monumento più grande resterà il Rocco B. Commisso Viola Park. “La casa della Fiorentina vivrà per sempre portando il suo nome”, sottolinea la nota. Un segno indelebile pensato per i giovani del vivaio, quelli che lui amava salutare con una carezza e un sorriso.
Sotto la sua presidenza, la squadra ha vissuto momenti di rinascita sportiva, raggiungendo due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia. “Il club non è in vendita”, ripeteva spesso, a testimonianza di un progetto a lungo termine che ora dovrà proseguire nel suo nome.
Il messaggio di addio della famiglia si chiude con un ringraziamento a tutto il popolo viola: “Ci manchi e ci mancherai sempre”.