Dalla storia diventata virale al tribunale: dopo il licenziamento nella scuola di Caivano, l’ex collaboratrice scolastica avrebbe tempestato di messaggi la dirigente. Misure violate e poi l’arresto: due mesi a Secondigliano, ora è ai domiciliari.
La sua storia era diventata un caso nazionale: la bidella campana che raccontava di viaggiare ogni giorno tra Napoli e Milano per andare a lavoro. Oggi, però, quel racconto torna al centro delle cronache per un motivo completamente diverso. Giuseppina “Giusy” Giugliano sarebbe stata arrestata con l’accusa di stalking.
A denunciarla, secondo quanto riportato da Fanpage, sarebbe stata Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano a cui la Rai ha dedicato una serie tv in onda in questi giorni.
Dal “pendolarismo” al trasferimento a Caivano
Giusy Giugliano lavorava al liceo Boccioni di Milano e, stando al racconto che l’aveva resa nota al grande pubblico, rientrava ogni sera a Napoli perché più conveniente dormire dai genitori. Nel 2024 avrebbe lasciato quell’impiego, ottenendo un posto proprio a Caivano, nella scuola diretta da Carfora.
Ma il rapporto di lavoro non sarebbe decollato. Poco dopo l’assunzione, alla collaboratrice scolastica viene contestata un’assenza prolungata e non giustificata. Parte la procedura disciplinare, arriva il licenziamento e il provvedimento viene poi confermato in primo grado dal tribunale.
I messaggi, la denuncia e l’arresto
Dopo il licenziamento, la vicenda avrebbe preso una piega inattesa: Giugliano avrebbe iniziato a inviare messaggi insistenti alla scuola e alla preside. Carfora presenta denuncia per stalking.
Scattano misure restrittive, ma — sempre secondo la ricostruzione riportata — le violazioni aumentano fino all’arresto. L’ex bidella finisce nel carcere di Secondigliano, dove resta due mesi, prima di ottenere i domiciliari. Ora è in attesa dell’esito del processo, previsto a breve.
Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
La storia di Giusy Giugliano è molto complessa e interessante, ma ci sono molte domande che rimangono senza risposta. È strano come una persona possa passare da un lavoro a un caso di stalkin senza che nessuno intervenisse prima.