Napoli– Per molti il settantesimo compleanno rappresenta il traguardo del meritato riposo, il giorno in cui il camice viene appeso definitivamente al chiodo. Per la dottoressa Mariarosaria Sestito, medico di medicina generale a Napoli, l’8 gennaio 2026 è stato invece il giorno in cui la sua dedizione ha fatto la differenza tra la vita e la morte.
Senza il suo intervento tempestivo e la scelta di non abbandonare il campo, un uomo di cinquant’anni non avrebbe superato una gravissima crisi respiratoria.
L'intervento d'urgenza
Il paziente, un soggetto fragile affetto da diabete e tabagista, era già sotto osservazione dal 5 gennaio. Nonostante una prima radiografia avesse escluso complicazioni immediate, il quadro clinico è precipitato nel pomeriggio post-Epifania.
Richiamata d'urgenza, la dottoressa Sestito si è recata al domicilio dell'uomo riscontrando una situazione drammatica: la saturazione dell'ossigeno era crollata a 74, un valore incompatibile con la stabilità vitale.
Dopo aver allertato il 118, classificando il caso come codice rosso, la dottoressa si è trovata di fronte a un'ulteriore criticità: l'ambulanza giunta sul posto non era medicalizzata. "Non potevo lasciarlo solo", ha raccontato il medico.
Senza esitare, è salita sul mezzo di soccorso scortando il paziente verso il pronto soccorso e prestando le cure necessarie durante il tragitto, tra somministrazione di cortisone e ossigeno ad alti flussi, garantendo l'arrivo dell'uomo in ospedale ancora in vita.
Il nodo burocratico e la scelta di restare
La vicenda di Mariarosaria Sestito si intreccia con le croniche difficoltà del sistema sanitario regionale. Grazie alla normativa ottenuta dalla Fimmg, i medici di base possono oggi chiedere il prolungamento dell'attività fino ai 72 anni. La dottoressa aveva presentato regolare domanda, ma l'Asl non aveva ancora inviato una risposta formale.
"Senza risposta dell'Asl l'ho aiutato lo stesso", ha spiegato con fermezza la professionista. Se avesse scelto di interpretare rigidamente i tempi della burocrazia, oggi sarebbe stata una pensionata e il suo paziente, con ogni probabilità, non avrebbe avuto un medico pronto a salire su quell'ambulanza.
Una storia di "ordinario" eroismo che mette a nudo la necessità di snellire le procedure per chi, nonostante l'età, sceglie di non tradire il giuramento di Ippocrate e il legame con il territorio.
Fonte REDAZIONE






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