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Giunta Campania, Gasparri attacca: «Nomina di Cuomo nulla, regna l'illegalità»

Il capogruppo dei senatori di Forza Italia interviene sul caso del sindaco di Portici e scaglia un duro affondo contro Fico: "Ignoranza istituzionale, la Prefettura ha fatto chiarezza"
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Napoli– Non accenna a placarsi la bufera politica sulla formazione della nuova giunta regionale in Campania. Al centro della contesa finisce il passaggio di Enzo Cuomo dalla carica di sindaco di Portici a quella di assessore regionale, un movimento finito sotto la lente d’ingrandimento della Prefettura di Napoli.

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Sulla questione è intervenuto con durezza Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, che non ha risparmiato critiche al vetriolo nei confronti dell’ex presidente della Camera, Roberto Fico.

Il nodo tecnico delle dimissioni

Secondo quanto denunciato da Gasparri, la nomina di Cuomo sarebbe giuridicamente "nulla". Il nodo della questione risiede nel mancato rispetto dei termini di legge: il sindaco di Portici non avrebbe atteso i venti giorni necessari affinché le dimissioni diventassero effettive prima di assumere il nuovo incarico in Regione.

"Il richiamo della Prefettura è molto chiaro – ha incalzato l’esponente azzurro – Cuomo non poteva rinunciare a quel termine insopprimibile. Sebbene stimi l'uomo, l'errore commesso è evidente".

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L’affondo contro Roberto Fico

Il leader dei senatori di FI ha poi spostato il tiro su Roberto Fico, definendo la sua posizione come frutto di una "ignoranza istituzionale" già palesata in passato. "Non sorprende che Fico non conosca le leggi, così come il suo staff – ha dichiarato Gasparri – mi auguro che trovi qualche collaboratore alfabetizzato che gli spieghi come le norme vadano rispettate e, soprattutto, lette correttamente".

Un esecutivo tra faide e spartizioni

L’analisi di Gasparri si è infine estesa all’intero assetto della nuova squadra di governo regionale, descritta come un organismo nato sotto cattivi auspici. "La giunta campana sorge tra faide interne, spartizioni di potere e giochi di parentele indicibili – ha concluso il senatore – in questo contesto l’illegalità sembra regnare sovrana.

D’altronde, da certi esponenti politici, cosa potevamo aspettarci?". La palla passa ora alla Regione, chiamata a rispondere sui rilievi tecnici che rischiano di invalidare uno dei tasselli chiave dell'esecutivo.


Fonte REDAZIONE
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