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Gesti scaramantici napoletani: significato e origini della scaramanzia napoletana

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La scaramanzia napoletana non è solo un insieme di rituali folkloristici: è una vera e propria lingua non parlata che accompagna la vita quotidiana dei napoletani. In città, dove la storia si intreccia con la superstizione, certi gesti apotropaici, ossia volti ad allontanare la sfortuna, sono profondamente radicati nella cultura popolare e spesso usati senza nemmeno pensarci. In questo viaggio dentro i principali gesti scaramantici napoletani, scopriremo il perché di gesti come fare le corna, toccare ferro e altri rituali che molti ripetono per attirare fortuna o scacciare la malasorte.

Fare le corna: scacciare la jella con un gesto simbolico

Il gesto di fare le corna è probabilmente il più celebre tra i gesti scaramantici napoletani. Consiste nell’alzare il mignolo e l’indice tenendo chiuse le altre dita, spesso accompagnato da uno sguardo deciso o da un leggero movimento verso il basso. Questo gesto viene fatto per proteggersi dalla jettatura, ovvero la malasorte o il malocchio, soprattutto quando si parla di qualcosa di positivo per paura che venga “rovinato”.

Le origini di questo gesto sono antiche e, nel contesto della scaramanzia napoletana, le corna rivolte verso il basso servono esplicitamente come protezione, mentre direzioni o significati diversi possono trasformarlo in un insulto all’interno di altri contesti culturali europei.

Toccare ferro: la protezione immediata contro la sfortuna

Un altro gesto molto diffuso è quello di toccare ferro (o un oggetto metallico) con l’intento di “bloccare” un possibile evento sfortunato o scaricare le energie negative. Questo rituale è così radicato nella quotidianità che lo si compie spesso senza pensarci, ad esempio dopo aver pronunciato una frase in cui si invoca la buona sorte o si teme la malasorte.

Questo gesto scaramantico non è solo un atto fisico, ma anche un modo simbolico per richiamare una sorta di protezione quasi istintiva, riflettendo come la scaramanzia si manifesti nel comportamento quotidiano dei napoletani.

Il gobbetto e lo scartellato: toccare la fortuna quando la incontri

Tra i molti gesti più curiosi della scaramanzia napoletana c’è quello legato alla figura del cosiddetto “‘O scartellat’”, ossia una persona con una gobba. Secondo la tradizione popolare napoletana, incontrare uno scartellato può portare fortuna solo se si tocca o si sfiora la sua gobba.

Questo gesto, che può sembrare strano a chi non è immerso nella cultura partenopea, è un esempio di come credenze antiche e superstizione convivano nelle strade di Napoli, dove il confine tra buffoneria e protezione spirituale è molto sottile.

Spargere sale e altri gesti minori ma significativi

Oltre ai grandi classici, ci sono numerosi altri gesti scaramantici napoletani legati a gesti semplici ma ricchi di significato. Tra questi spiccano:

  • Spargere sale dietro le spalle per allontanare la sfortuna, un rituale che deriva dalla credenza antica del sale come simbolo di purezza e protezione.
  • Evitare di passare sotto una scala o incrociare un gatto nero, comportamenti che in molte culture italiane, e particolarmente a Napoli, indicano possibili disgrazie da evitare.
  • Formule vocali e scongiuri, spesso pronunciati sottovoce, che accompagnano gesti fisici per potenziare la protezione contro malocchio e malasorte.

Questi piccoli gesti completano il mosaico della scaramanzia partenopea, dimostrando quanto sia profonda e stratificata la tradizione popolare legata alla fortuna e alla sfortuna

gesti scaramantici napoletani

scaramanzia napoletana

 


FONTE REDAZIONE
Matteo Setaro

Collaboratore e amante del Web. Nella vita è un grafico con la passione per la scrittura

Pubblicato da
Matteo Setaro