AGGIORNAMENTO : 23 Gennaio 2026 - 17:43
15.5 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 23 Gennaio 2026 - 17:43
15.5 C
Napoli

Strage di Crans-Montana, Jacques Moretti torna libero: pagata la cauzione

Dopo due settimane di carcere il proprietario del Constellation lascia la prigione di Sion. Resta aperta l’inchiesta sull’incendio che causò 40 morti: oltre 130 parti civili e possibili nuovi indagati.
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

La tragedia di Capodanno a Crans-Montana, costata la vita a 40 persone, resta al centro di un’inchiesta giudiziaria di enorme portata che scuote la Svizzera. Dopo due settimane di carcerazione preventiva, Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation, tornerà in libertà: il tribunale di Sion ha disposto la scarcerazione dopo il pagamento di una cauzione da 200mila franchi, già versata. L’imprenditore dovrebbe lasciare il carcere nelle prossime ore.

Moretti, insieme alla moglie Jessica Moretti, è indagato per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposo nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura del Cantone Vallese sulla strage avvenuta nella notte di Capodanno, quando un incendio devastante ha trasformato il locale in una trappola mortale. Le fiamme, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbero propagate rapidamente a causa di una schiuma fonoassorbente altamente infiammabile, presente all’interno del bar.

L’indagine, tuttavia, resta in pieno svolgimento. A chiarirlo è la procuratrice generale Beatrice Pilloud, che in una nota ufficiale sottolinea come, al momento, solo i gestori del locale risultino formalmente indagati, ma non esclude ulteriori sviluppi: «Il Ministero Pubblico si riserva il diritto di estendere l’istruttoria a chiunque altro possa avere una responsabilità penale». Un passaggio che lascia aperta la porta a nuovi indagati, anche tra chi avrebbe dovuto vigilare sulla sicurezza del locale.

Intanto cresce il fronte delle parti offese: sono circa 130 tra familiari delle vittime e feriti che si sono già costituiti nel procedimento, assistiti da una cinquantina di avvocati, segno di un contenzioso destinato a essere lungo e complesso.

Sul fronte difensivo, l’avvocato di Jacques Moretti, Patrick Michod, respinge ogni addebito di consapevolezza del rischio. In un’intervista alla radiotelevisione svizzera di lingua italiana Rsi, il legale sostiene che la schiuma fonoassorbente «era ben visibile durante i controlli effettuati dal Comune» e che nessuna irregolarità era stata rilevata dai responsabili della sicurezza. «Se il mio assistito avesse saputo che quel materiale era infiammabile – afferma Michod – avrebbe volontariamente corso un rischio, cosa che non è vera».

Il difensore interviene anche per smentire alcune voci circolate nei giorni successivi alla tragedia, definite «false», come la presunta fuga di Jessica Moretti con l’incasso o presunti finanziamenti in contanti per acquisti immobiliari. «È necessario rettificare – spiega – affinché l’indagine possa proseguire serenamente».

Quanto al passato giudiziario dell’imprenditore, condannato nel 2008 per sfruttamento della prostituzione e sanzionato nel 2016 per lavoro nero, la difesa lo considera irrilevante ai fini dell’inchiesta sulla strage. «Quel che è stato è stato – conclude Michod – ma non ha alcuna attinenza con i fatti di Crans-Montana».

La scarcerazione di Jacques Moretti non chiude dunque il capitolo giudiziario di una delle peggiori tragedie avvenute negli ultimi anni in Svizzera. L’inchiesta prosegue, con l’obiettivo di accertare responsabilità, omissioni e eventuali falle nei controlli, mentre le famiglie delle 40 vittime attendono risposte.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA