Le casse della Regione Campania incassano un tesoretto da oltre 3 milioni di euro grazie a una complessa indagine contabile che ha fatto luce su un’evasione sistematica nei principali scali portuali del territorio.
L’operazione, coordinata dai Vice Procuratori Generali Gianluca Braghó e Davide Vitale della Procura Regionale della Corte dei conti e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dal Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli, ha svelato come la totalità degli operatori economici attivi nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia non versasse l’addizionale regionale sui canoni demaniali.
Al centro del caso un’erronea interpretazione normativa che durava da decenni. Basandosi su un presupposto poi smentito dalla Corte Costituzionale, si riteneva che l’imposta regionale (pari a una quota tra il 10% e il 25% del canone) non dovesse applicarsi alle concessioni rilasciate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.
Tale esenzione di fatto, che differenziava ingiustamente queste concessioni da quelle comunali, è stata definitivamente superata anche grazie a una nuova legge regionale approvata nel luglio 2025.
L’impulso investigativo ha costretto l’Autorità di Sistema Portuale a correre ai ripari, inviando 422 avvisi di messa in mora ai concessionari inadempienti per recuperare le somme non versate nell’ultimo quinquennio.
L’azione legale ha generato un immediato “effetto conformativo”: le imprese coinvolte hanno iniziato a regolarizzare le proprie posizioni, permettendo alla Regione Campania di recuperare finora 3.132.507 euro. Il monitoraggio della Guardia di Finanza proseguirà per garantire che il flusso dei pagamenti diventi strutturale, sanando una falla che per anni ha sottratto risorse vitali alla collettività.
Fonte REDAZIONE





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