Quasi 280 anni di reclusione complessivi: è il conto delle condanne inflitte dalla Corte d’Appello di Napoli nel processo a carico dei presunti ras e gregari del clan Abbinante, attivo nel rione Monterosa.
I giudici hanno confermato la condanna a 20 anni per il boss Arcangelo Abbinante e, con la stessa pena, per Alessio Cuomo e Patrizio Sergio.
Conferme e sconti
Nel verdetto d’Appello compaiono conferme integrali e riduzioni rispetto al primo grado per alcuni imputati.In particolare, Domenico Martello passa da 11 anni a 8 anni e 10 mesi, mentre Salvatore Volpicelli e Salvatore Morriale scendono da 8 a 6 anni.
Vincenzo Frattini viene assolto “per non aver commesso il fatto”.
L’inchiesta: telecamere, intercettazioni e pentiti
L’indagine che ha portato al processo prese avvio dalle riprese di due telecamere installate in via Monte Rosa. Gli investigatori hanno poi ricostruito l’operatività del gruppo attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, tra cui Luigi Rignante e Giuseppe Ambra.
Secondo l’impostazione accusatoria, il clan avrebbe operato con un assetto stabile e verticistico, con ruoli e compiti definiti, per garantire continuità allo spaccio nelle “piazze” sia statiche sia “dinamiche”, con consegne su ordinazione telefonica.
Estorsioni e controllo del territorio: “casa nostra”
Nel fascicolo vengono descritte pressioni estorsive su imprenditori e attività commerciali dell’area, con un controllo capillare del quartiere indicato come “casa nostra”. Contestato anche un sistema di imposizione di forniture: negozianti e attività del rione sarebbero stati costretti ad acquistare pane, latticini, buste e altri beni solo da fornitori “selezionati”, a loro volta tenuti a pagare per ottenere l’esclusiva.
Nel corso delle indagini sarebbero stati individuati anche box auto usati come depositi, all’interno dei quali vennero sequestrate armi e quantitativi di droga. In un episodio collocato a marzo 2018, viene riportata un’estorsione da 50 euro mensili imposta anche a chi aveva entrate minime dalla vendita ambulante.
Condanna complessiva e dispositivo
La somma aritmetica delle pene riportate per i condannati elencati nell’articolo (escluso l’assolto) porta a un totale di circa 280 anni di carcere.
In dispositivo: condanne, conferme e rideterminazioni di pena come sopra, con assoluzione di Vincenzo Frattini perché non ha commesso il fatto.
Arcangelo Abbinante: 20 anni.
Alessio Cuomo: 20 anni.
Patrizio Sergio: 20 anni.
Nicola Capasso: 18 anni.
Salvatore Iorio: 14 anni e 6 mesi.
Francesco Abbinante (classe ’98): 14 anni (conferma).
Luigi Basile: 11 anni e 4 mesi.
Giovanna Monetti: 11 anni, 1 mese e 10 giorni (conferma).
Andrea Arpino: 11 anni.
Paolo Ciprio: 11 anni.
Vincenzo Pagano: 10 anni.
Guido Esposito: 9 anni e 4 mesi.
Tommaso Ciriello: 9 anni e 4 mesi.
Gennaro Russo: 9 anni e 4 mesi (conferma).
Rosa Marotta: 9 anni, 5 mesi e 10 giorni (conferma).
Domenico Martello: 8 anni e 10 mesi (da 11 in primo grado).
Gennaro Matuozzo: 8 anni e 10 mesi.
Vincenzo Candido: 8 anni, 5 mesi e 10 giorni (conferma).
Claudio Di Napoli: 8 anni.
Francesco Nocera: 8 anni.
Vincenzo Carrino: 7 anni e 4 mesi.
Francesco Bartolo: 7 anni e 2 mesi.
Giuseppe Romano: 7 anni.
Alessandro Errico: 6 anni e 6 mesi.
Antonio Esposito: 6 anni e 2 mesi.
Salvatore Volpicelli: 6 anni (da 8 in primo grado).
Salvatore Morriale: 6 anni (da 8 in primo grado).
Assolto: Vincenzo Frattini (per non aver commesso il fatto).
(nella foto da sinistra in alto Arcangelo Abbinante, Salvatore Mari, Francesco Abbinante, Salvatore Iorio e Claudio Di Napoli; in basso da sinistra Antonio Esposito, Rosa Marotta, Guido Esposito, Paolo Ciprio e Salvatore Morriale)
Fonte REDAZIONE





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