Bruno Petrone torna allo stadio dopo l’accoltellamento. La mamma: «Vogliamo giustizia»

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Bruno Petrone torna a respirare calcio, dal luogo che più gli appartiene: lo stadio. A meno di due settimane dall’accoltellamento avvenuto a Chiaia nella notte di Santo Stefano, e dopo le dimissioni dall’ospedale arrivate nelle scorse ore, il giovane calciatore ha voluto essere presente sugli spalti del “Novi” per seguire la sua Angri nella partita di Eccellenza contro il Montemiletto.

Non era solo: con lui la mamma Dorotea e la zia. Una presenza che ha trasformato la domenica di campionato in un momento carico di emozione, tra applausi, incoraggiamenti e il sollievo di rivederlo fuori dal letto d’ospedale, ancora provato ma determinato.

Davanti alle telecamere della Tgr Campania, il presidente dell’Angri Claudio Anelluccio ha voluto sottolineare la forza del ragazzo e il legame con la società: “Bruno è forte in campo ma ha dimostrato di essere ancora molto più forte dentro. Recuperare così in dieci , dodici giorni non era semplice.Ha già il contratto pronto per il prossimo anno, è come un figlio per noi”.

La madre non nasconde l’emozione, ma soprattutto torna a chiedere che quanto accaduto non venga dimenticato. “L’emozione è tanta”, dice Dorotea. “Un momento così tragico è stato a suo modo bello perché c’è stato tanto amore. Bruno ora sta bene, è stato un combattente. A casa già sgomita e dice che vuole andare a giocare. Quello è il suo unico pensiero.

Noi chiediamo giustizia – conclude – non si può pensare che cinque persone di questo tipo possano strappare la vita di tuo figlio. In un attimo per una banalità. Vorrei che anche gli altri gentiori si prendessero la responsabilità di ciò che è accaduto. Io sono stata fortunata, Bruno è con me. Ci sono state tante mammane che purtroppo non hanno più i loro figli””.

L’aggressione, avvenuta nel quartiere Chiaia la notte del 26 dicembre, aveva scosso non solo l’ambiente sportivo ma l’intera comunità. Per l’episodio, nelle ore successive, le forze dell’ordine hanno arrestato i presunti responsabili: un passaggio investigativo decisivo che ora dovrà trovare conferma nel percorso giudiziario, mentre la famiglia chiede che la vicenda arrivi fino in fondo, senza sconti.

Intanto, Bruno riparte da un gesto semplice e potentissimo: tornare vicino alla squadra. In silenzio, dagli spalti, ma con lo sguardo di chi vuole riprendersi la normalità e, appena possibile, anche il campo.

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Giuseppe Del Gaudio

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