A Brescello, la stazione si trasforma in un "ecosistema protetto" grazie al progetto "Stazioni Sicure", che unisce tecnologia e sicurezza per rispondere a un'esigenza crescente, creando un modello che potrebbe rivoluzionare il trasporto pubblico in Emilia-Romagna e migliorare la fiducia dei.
Brescello – Non più solo un luogo di passaggio, ma un “ecosistema protetto”. La stazione di Brescello diventa il laboratorio di un nuovo modo di concepire la sicurezza ferroviaria in Emilia-Romagna.
È stato inaugurato oggi “Stazioni Sicure”, il progetto pilota promosso da Ferrovie Emilia-Romagna (FER) e sostenuto dalla Regione, che punta a trasformare le sale d’attesa in zone ad accesso controllato e tecnologicamente avanzate.
Il “Fortino” tecnologico: come cambia la stazione
Il cuore dell’intervento risiede in un mix di barriere fisiche e monitoraggio digitale. La novità principale riguarda l’accesso alla sala d’attesa: a regime, la porta si sbloccherà esclusivamente passando il titolo di viaggio (biglietto o abbonamento) su un apposito lettore ottico. Una volta all’interno, i viaggiatori troveranno:
Pulsante SOS: Un collegamento diretto e immediato con la sala di controllo FER di Bologna Centrale per richieste d’assistenza in tempo reale.
Videosorveglianza attiva: Telecamere interne ed esterne monitorate h24 da tecnici specializzati, pronte a inviare le immagini alle Forze dell’ordine in caso di necessità.
Comfort e servizi: Un restyling completo con luci a LED, climatizzazione, Wi-Fi gratuito, prese di ricarica per dispositivi elettronici e monitor informativi di ultima generazione.
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Risposta concreta dopo i fatti di Bologna
Il progetto non nasce solo per migliorare il decoro, ma risponde a una crescente urgenza di protezione. L’Amministratore Unico di FER, Gianluca Benamati, ha sottolineato come il piano sia stato accelerato anche a seguito di tragici eventi recenti, come l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio avvenuto lo scorso 5 gennaio a Bologna.
“Vogliamo incrementare gli standard di sicurezza nei punti di accesso all’infrastruttura,” ha spiegato Benamati, precisando che dopo questa fase sperimentale a Brescello, il modello sarà esteso progressivamente alle altre stazioni della rete regionale.
Le istituzioni: “Più qualità, meno degrado”
Per l’assessora regionale ai Trasporti, Irene Priolo, la sicurezza non è solo una questione di sorveglianza: “È anche qualità degli ambienti e illuminazione. Restituire dignità alle sale d’attesa significa rafforzare la fiducia dei cittadini nel trasporto pubblico”.
Soddisfazione espressa anche dal sindaco di Brescello, Carlo Fiumicino, che ha ricordato come la stazione sia un simbolo turistico legato all’immaginario di Don Camillo e Peppone: “Dopo diversi episodi di vandalismo, restituiamo alla comunità e ai turisti uno spazio decoroso e protetto”.
Verso un modello regionale
Il test di Brescello servirà a calibrare il sistema. Nei prossimi mesi, FER e Regione valuteranno la risposta dell’utenza per affinare la tecnologia prima di avviare il piano di espansione su larga scala, con l’obiettivo di rendere i “viaggi brevi” dei pendolari emiliano-romagnoli un’esperienza sempre più sicura e moderna.
Fonte REDAZIONE





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