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Boscoreale, omicidio del pizzaiolo: killer e mandanti incastrati dal pentito e dalle telecamere

Omicidio di Davide Fiorucci, agguato “programmato” al Piano Napoli: gravi indizi per Gallo, Della Ragione e Maione tra intercettazioni, video e dichiarazioni dei pentiti
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Boscoreale – Nell’ordinanza cautelare firmata dal gip Michaela Sapio e che la settimana scorsa ha portata in carcere Carmine Gallo, Ivan Maione e Nunzio Della Ragione rispettivamente killer e complici dell’omicidio del giovane pizzaiolo Davide Fiorucci viene  ricostruito nei dettagli tutto quello che è accaduto la notte dell’11 febbraio 2024.

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A comiunciare dalla la Fiat Panda bianca usata per pedinare la vittima, i colpi esplosi sotto casa,  a finire al movente legato a un presunto debito rifiutato e le pressioni estorsive. Pesano la teste oculare, i riscontri balistici e autoptici, i dialoghi captati (anche dal carcere) e l’accusa del collaboratore di giustizia Salvatore Buonocore detto Dragulino.

“Ho saputo che l’autore dell’omicidio di Davide è stato Gallo Carmine. Questo
l’ho saputo dal cugino di Gallo che si chiama…omissiis…che saprei riconoscere in foto”. Dichiarazioni rilasciate ai magistrati della Dda il 24 gennaio del 2025.

La notte dell’11 febbraio: pedinamento e fuga

Le indagini, secondo la ricostruzione dell’ordinanza, consentono di tracciare il percorso della Fiat Panda bianca ritenuta funzionale all’omicidio di Davide Fiorucci: nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2024 l’auto avrebbe fatto da “vedetta” nei pressi della pizzeria RealWood, dove la vittima lavorava, per poi agganciarlo all’uscita, seguirlo fino a casa e muoversi lungo il perimetro esterno delle palazzine del “Piano Napoli”, con passaggi che – per gli inquirenti – miravano a recuperare l’anticipo e a posizionare l’azione.

Fondamentale è anche la presenza di un complice: sull’auto, si legge, viaggiavano l’esecutore materiale e chi avrebbe avuto il compito di accompagnarlo e poi prelevarlo dal luogo dell’agguato.

La teste oculare e i riscontri video

Perno della ricostruzione è il racconto dell’unica testimone oculare indicata nell’ordinanza: avrebbe udito tre/quattro esplosioni e, affacciandosi dal balcone (isolato 10G, con visuale diretta), avrebbe visto un uomo fuggire a piedi, passando sotto i portici dell’isolato 8 e poi svoltando verso la stradina tra gli isolati 8 e 9.

L’orario dell’omicidio viene “cristallizzato” tra le 00.35 e le 00.36 dell’11 febbraio e giudicato compatibile con le immagini: telecamere di via Settetermini avrebbero ripreso l’uscita in rapida sequenza di tre veicoli bianchi (tra cui la Panda oggetto di ricostruzione) e anche la reazione di un operaio di una ditta impegnata in un cantiere, che si sarebbe chiuso precipitosamente all’interno dell’area dopo essersi allarmato per gli spari.

Movente: il debito e le pressioni estorsive

Dalle intercettazioni “in seno alla famiglia” della vittima e, soprattutto, dalla SIT della vedova (4 aprile 2024), che l’ordinanza dice riscontrata da controlli di polizia giudiziaria, emergerebbe il movente: un vecchio debito preteso dalla famiglia Gallo e rifiutato da Fiorucci.

Il giudice richiama una sequenza di episodi: la richiesta estorsiva e la “azione di fuoco” di fine ottobre 2023 (colpi contro la porta dell’abitazione del padre), ulteriori pressioni a fine novembre 2023 con conseguente chiusura della pizzeria per tre giorni, e infine la presenza – a poche ore dal delitto – di Carmine Gallo e Nunzio Della Ragione nell’abitazione di Francesco Sorrentino, oltre al passaggio sotto casa della vittima con una minaccia esplicita (il “segno della croce”) rivolto in presenza della moglie.

Intercettazioni, “confessioni” dal carcere e ruolo degli indagati

Pur in un contesto descritto come segnato da omertà e paura, l’ordinanza valorizza le conversazioni intercettate tra i familiari: in particolare lo sfogo del fratello Giacomo con un amico  con accuse indirizzate a “Carminiello” (Gallo) e riferimenti al “Nunziello” (Della Ragione) e alla pretesa “o ventimila euro o chiudi la pizzeria”.

Dopo l’arresto di Nunzio Della Ragione, il quadro – per il giudice – si rafforza: nelle conversazioni dal carcere (intercettate) Della Ragione, risentito verso Gallo, si spingerebbe ad ammettere un proprio apporto nell’organizzazione ed esecuzione dell’omicidio, sostenendo di averci “messo la faccia” e di aver procurato anche l’arma.

Maione e la Fiat Panda: l’auto, la targa e l’“assistenza” dopo l’agguato

Quanto a Ivan Maione (indicato come “nonno acquisito” di Gallo), l’ordinanza evidenzia un contributo ritenuto “particolarmente efficiente”. Infatti in una conversazione familiare dell’ottobre 2024 emergerebbe che Maione avrebbe preso in consegna la pistola e le munizioni subito dopo l’azione, “togliendola di dosso” a Gallo.

La Panda bianca ripresa la notte dell’omicidio viene collegata a Maione: l’ordinanza ricostruisce la disponibilità dell’auto e cita anche la targa  (veicolo ritenuto verosimilmente “clonato”), con una catena di soggetti sentiti dalla PG (formale possessore, sub-noleggiatore e lo stesso Maione), fino al controllo della Polizia di Stato del 25 febbraio, pochi giorni dopo il delitto, quando l’auto sarebbe stata ancora nella sua disponibilità.

La “voce” dal quartiere e l’accusa del collaboratore

Tra i tasselli, l’ordinanza richiama la narrazione di Domenico Izzo, captata in altro procedimento: a sole 36 ore dal delitto (12 febbraio 2024) avrebbe indicato luoghi, dinamica e responsabili, parlando di “Carminiello” e “Nunziello” e richiamando anche la storia della famiglia Gallo legata alla collaborazione con la giustizia.

Elemento finale di consolidamento, per il giudice, sono i verbali del collaboratore Salvatore Buonocore: accusa Carmine Gallo dell’omicidio di Davide Fiorucci con dichiarazioni ritenute specifiche e dotate di riscontri oggettivi ed estrinseci, oltre all’avvenuto riconoscimento fotografico degli indagati.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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