Agguato punitivo a Barra, arrestato il pistolero del clan Aprea: caccia ai complici del commando

Ettore Velotti gambizzato per furti d’auto non autorizzati dal clan. In manette il 32enne Raffaele Giordano, ritenuto l’uomo che ha sparato. Le indagini proseguono per identificare gli altri partecipanti alla spedizione punitiva.

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Napoli – Sarebbe stato lui a premere il grilletto durante l’agguato punitivo scattato lo scorso 5 agosto nel quartiere Barra. La Squadra mobile della questura di Napoli ha arrestato Raffaele Giordano, 32 anni, detto “‘o luongo”, ritenuto vicino al clan Aprea e indicato dagli investigatori come il pistolero dell’organizzazione.

L’uomo è accusato di lesioni personali e porto abusivo di arma da fuoco, reati aggravati dal metodo mafioso.

La punizione per i furti “non autorizzati”

Secondo la ricostruzione degli investigatori della sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile, diretta da Giovanni Leuci con il vicequestore Giuseppe Sasso, la vittima dell’agguato sarebbe Ettore Velotti, 44 anni, noto alle forze dell’ordine ma privo di precedenti specifici per camorra.

L’uomo sarebbe stato convocato all’interno di un palazzo del quartiere da alcuni esponenti del clan Aprea e redarguito per aver commesso numerosi furti di auto senza il consenso della cosca. Al termine del “colloquio” sarebbe scattata la punizione: Velotti venne ferito con colpi d’arma da fuoco.

Il ruolo del pistolero e l’arresto

A sparare sarebbe stato, secondo l’accusa, proprio Giordano, ritenuto uno degli uomini armati del gruppo. L’arresto è scattato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Per gli inquirenti, si tratta di un primo risultato investigativo, ma l’inchiesta resta aperta.

La fuga, l’inseguimento e i colpi esplosi

Dopo il ferimento, Giordano si sarebbe allontanato a bordo di un’auto insieme ad altri tre sodali. Poco dopo, il gruppo sarebbe stato inseguito dal fratello della vittima, alla guida di un’altra vettura. L’inseguimento si concluse quando l’auto dei quattro si schiantò contro il muro di un’abitazione.

Nelle fasi immediatamente successive all’incidente, prima di dileguarsi, uno dei fuggitivi esplose alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’auto dell’inseguitore, danneggiandola in più punti. Su chi abbia sparato in questa circostanza sono ancora in corso accertamenti.

Il ferimento e i precedenti della vittima

Velotti riportò ferite a una gamba e a un piede. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania, fu dimesso la sera stessa senza gravi conseguenze. Le modalità dell’agguato lasciarono fin da subito pochi dubbi sulla matrice camorristica.

Il 44enne, residente in corso Sirena, pur non risultando affiliato a clan, frequenta ambienti criminali del quartiere ed è gravato da diversi precedenti di polizia, tra cui reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale.

Le indagini proseguono: caccia ai complici

L’attenzione degli investigatori è ora concentrata sull’identificazione degli altri componenti del commando armato che partecipò alla spedizione punitiva, considerata un chiaro segnale di controllo del territorio da parte del clan Aprea nel quartiere Barra.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

L’articolo parla di una situazione molto complessa e grave nel quartiere di Barra a Napoli, ma ci sono molti dettagli che non son chiari. È strano che le forze dell’ordine non riescono a fermare questi gruppi criminali che agiscono impunemente e continuano a creare paura tra la gente.

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