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Bagnoli, il Parco dello Sport rinasce: gestione alle Fiamme Oro e apertura alla città

Il Parco dello Sport di Bagnoli si prepara a un nuovo inizio.





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Il Parco dello Sport di Bagnoli è pronto a voltare pagina. Dopo oltre dieci anni di incompiutezza, degrado e promesse mancate, l’area simbolo di una rinascita mai avvenuta torna finalmente al centro di un progetto concreto. A gestirla saranno le Fiamme Oro della Polizia di Stato, con un’attenzione particolare allo sport paralimpico, all’educazione e alla salute, in una visione che punta a restituire alla città uno spazio vivo, aperto e sicuro.

Ad annunciarlo è stato il sindaco di Napoli e commissario straordinario di Governo per il Sin-Bagnoli, Gaetano Manfredi, a margine del sopralluogo effettuato insieme al capo della Polizia Vittorio Pisani e al presidente del Coni Luciano Buonfiglio. L’obiettivo dichiarato è chiaro: restituire ai cittadini, soprattutto ai giovani e alle famiglie, una struttura pubblica che per anni è rimasta chiusa, vandalizzata e dimenticata, trasformandola in un presidio di sport e inclusione gestito da un’istituzione dello Stato.

Il Comune di Napoli, una volta completati gli interventi di bonifica e risanamento attualmente in corso, acquisirà la proprietà dell’opera pubblica da Invitalia, definendo tempi e modalità attraverso una specifica convenzione. La collaborazione con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza permetterà di affidare la gestione del Parco al Fondo assistenza della Polizia di Stato e ai gruppi sportivi delle Fiamme Oro, mentre il Coni ha già assicurato pieno supporto istituzionale e tecnico al progetto.

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La storia del Parco dello Sport affonda le radici nel 2007, quando grazie a un finanziamento europeo da circa 30 milioni di euro prese forma uno dei più ambiziosi interventi di riqualificazione dell’area occidentale di Napoli. Nel 2014 i lavori risultavano completati per oltre il novanta per cento, ma il fallimento della società Bagnolifutura e il successivo passaggio di competenze portarono a un lungo stallo che condannò l’intera area all’abbandono.

Sorto sotto il costone di Posillipo e modellato secondo una suggestiva struttura a crateri ispirata alla morfologia dei Campi Flegrei, il Parco si estende su circa trenta ettari e ospita impianti sportivi, aree verdi, spazi per l’atletica e percorsi ciclopedonali. Un patrimonio urbano mai realmente vissuto, che ora punta a diventare uno dei principali poli sportivi e sociali della città.

Per Napoli, e per Bagnoli in particolare, non si tratta solo di recuperare un’opera pubblica, ma di chiudere una ferita aperta da anni. La scommessa è trasformare un luogo simbolo del fallimento amministrativo in un esempio di collaborazione istituzionale e di restituzione concreta del bene pubblico alla collettività.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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