Si chiude dopo quasi tredici anni una delle vicende giudiziarie più dolorose e controverse del territorio casertano. La Corte di Appello di Napoli ha assolto l’unico imputato per l’omicidio di Emanuele Di Caterino, il 13enne ucciso a coltellate il 7 aprile del 2013 ad Aversa, durante una lite tra ragazzi poco più che adolescenti.
L’imputato, oggi 29enne ma all’epoca dei fatti ancora minorenne, era accusato di aver colpito mortalmente il giovane al culmine di un alterco scoppiato in strada. Una tragedia che sconvolse la comunità aversana e aprì un lungo e complesso iter giudiziario, segnato da sentenze contrastanti, rinvii e nuovi giudizi.
Nel corso degli anni il procedimento ha attraversato diversi gradi di giudizio, con una prima condanna, successive impugnazioni e un nuovo processo d’appello disposto per rivalutare la dinamica dei fatti e la posizione dell’imputato. Al centro del dibattimento, la ricostruzione della rissa e la valutazione della responsabilità penale in un contesto di violenza improvvisa tra giovanissimi.
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Nell’ultima udienza, il sostituto procuratore generale aveva chiesto l’assoluzione, ritenendo che l’accoltellamento fosse avvenuto in una situazione di legittima difesa. Una tesi accolta dai giudici della Corte di Appello di Napoli, che hanno assolto l’imputato, mettendo così la parola fine a un procedimento durato oltre un decennio.
Alla lettura del dispositivo, in aula si è consumato un momento di forte tensione. La madre di Emanuele Di Caterino, distrutta dal dolore e dalla rabbia, ha urlato “vergogna” rivolgendosi ai giudici. Un grido che ha riassunto la sofferenza di una famiglia che, dopo tredici anni di attesa, vede chiudersi il processo senza una condanna.
Con questa sentenza cala definitivamente il sipario giudiziario su una tragedia che resta, comunque, una ferita aperta nella memoria della città di Aversa.
Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
La cosa più assurda ed orribile, che tutti temevano, purtroppo è accaduta! L’omicida viene addirittura assolto, nonostante avesse già con sé il coltello, con il quale ha pugnalato il povero Emanuele alle spalle e ha rischiato anche di uccidere altri quattro ragazzi inermi! E gli viene persino accordata la legittima difesa, sebbene tutto sia perfettamente documentato dalle telecamere! Questa è la “giustizia” e questi sono i “magistrati” che abbiamo in Italia! Non so veramente più cosa pensare di chi ha chiesto l’assoluzione e di chi l’ha persino concessa con la sentenza! Anzi, preferisco non dire cosa penso veramente, per evitare di incorrere in un reato contro quelli che dovrebbero essere i rappresentanti del nostro Stato! Vedete come siamo messi bene? Il nostro Paese ha toccato proprio il fondo, come purtroppo ha già fatto più volte, ma ogni volta è sempre peggio! Questi sono i momenti in cui chiunque abbia una coscienza vorrebbe gridare: “Ditemi che è un incubo! Ditemi che ci stiamo svegliando!”, ma purtroppo è tutto vero, e questa è l’agghiacciante realtà! Se l’omicida avesse un briciolo di coscienza, al momento della sentenza avrebbe detto subito ai giudici: “Avete sbagliato! La colpa è mia! datemi il massimo della pena!”. Solo questo gli ridarebbe onore e dignità! E sarebbe anche una pia illusione sperare che il rimorso e l’immagine di Emanuele lo tormentino ogni giorno di più fino a spingerlo a questa sacrosanta confessione! E altrettanto illusorio sarebbe sperare che lo stesso rimorso tormenti sempre i cosiddetti “giudici” che hanno richiesto ed emesso questa sentenza! Spero però che si possano tentare tutte le strade possibili per ricorrere al CSM e arrivare, se fosse necessario, fino alla Corte di Giustizia Europea. Sempre che queste istituzioni abbiano conservato una minima consapevolezza di cosa significhi la parola “giustizia”! Un abbraccio forte, con tutta la mia solidarietà, ai genitori ed ai familiari di Emanuele, specialmente a questa povera mamma straziata! E tutto il mio sostegno e incoraggiamento ai loro avvocati, perché, senza darsi un attimo di tregua, ricorrendo a tutta la loro esperienza e competenza, riescano finalmente a portare i loro assistiti e l’intera opinione pubblica fuori da questo incubo, facendoci risvegliare finalmente in un Paese in cui esista ancora il concetto di giustizia!…