

Il Tribunale di Benevento
La Corte d’Appello di Napoli ha dichiarato estinti per prescrizione i reati contestati a Vincenzo D’Onofrio, detto “O’ Mangiavatt”, nell’ambito della nota inchiesta che, negli anni scorsi, aveva coinvolto il Comune di Arpaia.
D’Onofrio era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Benevento alla pena di quattro anni di reclusione per estorsione, violenza privata, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Con la decisione di secondo grado, i giudici hanno disposto il proscioglimento dell’imputato per intervenuta prescrizione, evitando così l’esecuzione della pena detentiva.
Il procedimento giudiziario trae origine da un’articolata indagine che aveva interessato anche alcuni amministratori comunali di Arpaia. Tra questi figuravano il sindaco Pasquale Fucci, tuttora in carica, e il vice-sindaco pro tempore Vincenzo Iorio, entrambi accusati di abuso d’ufficio e falso ideologico.I due amministratori erano assistiti dall’avvocato Vittorio Fucci.
Le accuse nei confronti di D’Onofrio erano inizialmente più ampie e comprendevano, tra l’altro, peculato, concussione, minacce e violenza a pubblico ufficiale nei confronti della segretaria comunale, violenza privata ai danni del sacerdote di Arpaia, nonché violenza e minacce ai carabinieri al momento dell’arresto, oltre al concorso nei reati di abuso d’ufficio e falso ideologico.
Nel procedimento era stata coinvolta anche la moglie di Vincenzo D’Onofrio, Maria Concetta Sais, accusata di violenza privata nei confronti del sacerdote di Arpaia.
Il Tribunale di Benevento, accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Vittorio Fucci, aveva assolto il sindaco Pasquale Fucci, il vice-sindaco Vincenzo Iorio e Maria Concetta Sais da tutti gli addebiti loro contestati.
Lo stesso Tribunale aveva inoltre assolto D’Onofrio dai reati di peculato, dalle contestazioni di minacce e violenza a pubblico ufficiale nei confronti della segretaria comunale e dal concorso morale nei reati di abuso d’ufficio e falso ideologico.
Per i restanti capi d’imputazione, il giudice aveva invece disposto la condanna, riqualificando il reato di concussione in estorsione e infliggendo la pena complessiva di quattro anni di reclusione.
Con la sentenza pronunciata in Appello, anche tali condanne sono venute meno per effetto della prescrizione. Vincenzo D’Onofrio, difeso dall’avvocato Vittorio Fucci, esce così definitivamente dal procedimento senza conseguenze penali esecutive, ponendo fine a un lungo e complesso iter giudiziario che aveva scosso per anni l’amministrazione comunale di Arpaia.