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Armi clandestine, il Prefetto di Napoli: «Nessuna tregua al mercato illegale»

Dopo il maxi sequestro di pistole modificate e proiettili da guerra a Sant’Antonio Abate, Michele di Bari annuncia un’intensificazione dei controlli: «Fenomeno allarmante che alimenta i clan».
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Napoli – Il pugno duro dello Stato contro il traffico di armi nel Napoletano non accenna a flettere.

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All’indomani del blitz dei Carabinieri a Sant’Antonio Abate, che ha portato al sequestro di un vero e proprio arsenale pronto all’uso, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha tracciato la linea strategica per i prossimi mesi: la lotta alla circolazione di armi clandestine resta la priorità assoluta per la sicurezza dell’area metropolitana.

Il blitz e l’arsenale sequestrato

L’operazione, condotta dai militari della stazione locale, ha permesso di recuperare cinque pistole modificate, prive di matricola e perfettamente oleate per fare fuoco. Oltre alle armi, il bilancio del sequestro parla di un carico di munizioni imponente: 273 proiettili di vario calibro, inclusi alcuni proiettili da guerra, a testimonianza della pericolosità del materiale in circolazione.

Il commento del Prefetto

«Questo risultato si inserisce in un percorso di costante monitoraggio di un fenomeno emergente e sempre più allarmante», ha dichiarato il Prefetto di Bari, elogiando il lavoro sinergico di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Secondo il rappresentante del Governo, il mercato nero delle armi non è solo una violazione della legge, ma il carburante che alimenta la capacità intimidatoria della criminalità organizzata.

Strategia e prevenzione

Il tema è stato più volte al centro dei recenti Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. La strategia discussa ai vertici punta su due binari:

Repressione: intensificazione delle perquisizioni e controllo capillare dei territori a rischio.

Monitoraggio tecnologico: studio dell’evoluzione delle armi modificate, capaci di eludere i controlli standard ma letali quanto quelle industriali.

«L’azione coordinata di prevenzione e repressione continuerà senza sosta», ha concluso di Bari. L’obiettivo è chiaro: disarmare le periferie per garantire la sicurezza dei cittadini e contrastare con determinazione ogni forma di criminalità armata.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

L’articolo è molto interessante e mette in luce i problemi gravi del traffico di armi. Ma è importante che anche la popolazione sia informata di piu’ su come queste operazioni impattano sulla vita quotidiana, perche’ la sicurezza non è solo una questione di polizia.

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