

La zona dell'agguato al rione Sanità
Napoli – Non erano armati i due giovani rimasti feriti l’altra notte in una sparatoria nel cuore del Rione Sanità. E questo lascia pensare che chi ha fatto fuoco, vedendoli arrivare in. moto, ha potuto pensare che si trattasse di “nemici” pronti a sparare.
O forse i due feriti sono rimasti vittima di un agguato nato dallo scontro tra baby paranze che si contendono ilk controllo delle piazze di spaccio al rione Sanità. Saranno le indagini affidate alla Squadra Mobile, diretta da Giovanni Leuci, a fare chiarezza sull’ennesimo episodio di sangue che si verifica nel rione caro a Totò.
Il più grave dei due giovani rimasti feriti si chiama Raffaele Prillo, originario della zona dei Miracoli e residente a Giugliano, raggiunto da un colpo di pistola al petto. Ha soli 19 anni. Il ragazzo è attualmente ricoverato in Rianimazione all’ospedale Vecchio Pellegrini e le sue condizioni vengono definite gravi.
Prillo era in compagnia di un amico di 20 anni, Antonio Martusciello, anche lui del Rione Sanità, quando i due sono stati bersaglio di colpi d’arma da fuoco mentre percorrevano via Sanità, nei pressi dell’omonima piazza. Martusciello è stato ferito a un braccio: dopo un primo ricovero al Pellegrini, è stato dimesso intorno alle 6 del mattino, salvo poi tornare in ospedale alcune ore dopo, verso le 10, a causa del forte dolore. È rimasto in osservazione.
Secondo una prima ricostruzione, i due giovani sarebbero stati affiancati in vico Lammatari da due persone in sella a uno scooter, che avrebbero esploso diversi colpi in loro direzione. La sparatoria sarebbe proseguita per circa cinquanta metri: sul posto la Scientifica ha repertato otto bossoli calibro 7,65.
Gli investigatori stanno cercando di comprendere perché i due ragazzi siano finiti nel mirino dei pistoleri. Al momento viene esclusa l’ipotesi di un agguato mirato. Non si esclude, invece, che i due possano essere rimasti vittime di uno scambio di persona o di un errore di valutazione. Entrambi, infatti, non risultano armati.
Prillo ha precedenti di polizia — senza condanne — per ricettazione e riciclaggio; Martusciello solo una denuncia per reati minori. Secondo gli inquirenti, i due non sarebbero direttamente inseriti in contesti criminali strutturati.
Lo scenario resta quello della malavita giovanile del Rione Sanità, oggi caratterizzata da gruppi composti quasi esclusivamente da adolescenti e giovanissimi, riconducibili alle storiche contrapposizioni tra l’area dei Sequino-Pirozzi-Savarese e quella dei Vastarella. Un contesto segnato da tensioni latenti e rivalità territoriali.
Un quadro che riporta alla memoria quanto avvenuto nell’ottobre 2024, quando durante una sparatoria tra gruppi rivali del Mercato e della Sanità perse la vita Emanuele Tufano, 15 anni, colpito da fuoco amico durante un raid. Un episodio che innescò una violenta spirale culminata nell’uccisione del ventenne Emanuele Durante, indicato come capro espiatorio all’interno dello stesso gruppo.
Sull’episodio della scorsa notte è intervenuta anche la Prefettura di Napoli. Il prefetto Michele di Bari ha disposto un’immediata intensificazione delle misure di controllo e vigilanza nell’area del Rione Sanità. Il rafforzamento del dispositivo di sicurezza prevede servizi mirati di prevenzione e controllo del territorio per contrastare ogni forma di illegalità.
Il fatto sarà inoltre oggetto di approfondimento nel prossimo Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, al fine di valutare eventuali ulteriori misure. La Prefettura ha confermato di seguire con la massima attenzione l’evolversi della vicenda, ribadendo il costante impegno dello Stato nel presidio del territorio.