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Spalletti torna al Maradona: “La mia storia col Napoli è per sempre”

Il tecnico della Juventus affronta il suo passato nel tempio azzurro: tra ricordi indelebili, rispetto per Conte e un duello che può indirizzare la stagione
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Luciano Spalletti torna nello stadio che lo ha consacrato campione d’Italia. Domani la Juventus si presenta al Diego Armando Maradona per una sfida che vale più dei tre punti in palio: pesa sulla classifica, sui destini del campionato e sulla memoria collettiva di una città ancora innamorata del tecnico toscano.

E Spalletti lo sa bene: «Le belle storie hanno il dono dell’immortalità: la mia con il Napoli rimarrà per sempre».

Il ritorno da avversario

Non sarà una trasferta qualunque. Spalletti rientra a Napoli da avversario dopo lo scudetto storico del 2023, arrivato 33 anni dopo quello di Maradona. Un trionfo che ha scolpito il suo nome nei cuori degli azzurri.

Ora guida una Juventus rigenerata, lanciata da tre vittorie consecutive e pronta a misurarsi con i campioni d’Italia in uno dei test più complessi del suo percorso bianconero: «Contro il Napoli c’è in gioco molto del futuro del nostro campionato. Dovremo dedicarci totalmente alla sfida».

Napoli si interroga sull’accoglienza

La città vive l’attesa tra sentimenti contrastanti: applausi, gratitudine o indifferenza? Il pubblico del Maradona dovrà decidere come accogliere l’allenatore che ha riportato lo scudetto ai piedi del Vesuvio. Spalletti però non fa drammi: «A Napoli ci siamo resi felici entrambi, una profonda felicità. Quel legame resterà immortale».

La sfida tattica e la crescita della Juve

Sul piano tecnico, il confronto è tra due squadre alle prese con assenze pesanti: «Loro hanno qualche problema in mezzo al campo, noi manchiamo in difesa. Ma lasciamo fuori questi discorsi», taglia corto Spalletti, che preferisce concentrarsi sulla costruzione dell’identità bianconera: «C’è un processo, un percorso. Servono giocatori di qualità: sono loro a fare la differenza».

Conte-Spalletti: incrocio tra top di panchina

Non poteva mancare un passaggio sull’incrocio con Antonio Conte, nuovo timoniere del Napoli: «È un professionista top. Umanamente non lo conosco molto, non ci frequentiamo, ma è un riferimento della nostra categoria». Sul campo, sarà un confronto tra modelli, intensità e idee di gioco diverse ma affini nell’ambizione.

McKennie, Locatelli e la leadership bianconera

Spalletti dedica parole importanti anche ai suoi uomini chiave. McKennie è «un ragazzo forte che sa cosa sia la sofferenza: per un tecnico è perfetto», mentre Locatelli incarna lo spirito della Juventus: «Un capitano vero, con grande personalità e un ruolo da leader ben definito nello spogliatoio».

Un esame che può indirizzare la stagione

La trasferta al Maradona, ribadisce Spalletti, non è una partita qualunque: «Ci sono gare che valgono tre punti e rimangono lì. E ci sono partite che restano nella storia: Napoli-Juve può dire molto sul futuro del campionato». La maglia bianconera «è tessuta per vincere», ricorda il tecnico, consapevole della posta in gioco.

Domani sera, sotto le luci del Maradona, la sfida sarà più di un confronto tra due squadre: sarà un incontro tra presente e passato, tra emozioni e ambizioni, tra ciò che è stato e ciò che potrà essere. Per Spalletti, comunque vada, una certezza resta: «A Napoli ho lasciato una parte di me. E rimarrà per sempre».

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Commenti (1)

L’articolo parla di un evento importante per Spalletti e la Juventus, pero ci sono alcuni punti che non sono chiari. Non so se Napoli accoglierà bene l’allenatore, ma spero che sia una buona partita domani.

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