Napoli– Non ha esitato un istante. Anche se non indossava l’uniforme, l’istinto di proteggere i più deboli ha prevalso. Un ispettore della Polizia Penitenziaria in servizio al carcere di Poggioreale è finito in ospedale dopo essere stato vittima di una brutale aggressione nel cuore di Napoli, “colpevole” di aver sventato un furto ai danni di un’anziana signora.
I fatti si sono svolti in pochi, concitati minuti. L’ispettore, libero dal servizio, ha notato due uomini di nazionalità straniera mentre, con destrezza, sfilavano il portafogli e il cellulare dallo zaino di una donna anziana, ignara di quanto stesse accadendo.
Senza perdere tempo, il poliziotto si è qualificato e ha tentato di bloccare l’azione criminale.
I due malviventi si sono dati immediatamente alla fuga, ma l’ispettore non ha mollato la presa: li ha inseguiti tra la folla, riuscendo a recuperare il telefono cellulare che i ladri, nella corsa, avevano lasciato cadere a terra.
L’aggressione con il bambino in braccio
È in questo momento che la vicenda assume contorni ancora più inquietanti. Mentre l’agente recuperava la refurtiva, si è avvicinata una terza persona. L’uomo, che teneva incredibilmente un bambino in braccio, ha preteso con arroganza la restituzione del telefono appena recuperato.
Di fronte al rifiuto dell’ispettore, che intendeva procedere secondo la legge, la situazione è degenerata. L’uomo, incurante della presenza del minore, ha minacciato il poliziotto e lo ha aggredito con una scarica di calci e pugni. Alla violenza si è unita anche la moglie dell’aggressore, che si è scagliata contro l’agente partecipando al pestaggio.
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Solo il provvidenziale intervento di una pattuglia della Polizia di Stato, che si trovava nelle vicinanze, ha evitato il peggio, permettendo di bloccare i responsabili. Per l’ispettore, il bilancio è pesante: trasportato in ospedale, gli sono stati diagnosticati traumi contusivi multipli e una lesione alla spalla.
La condanna del Sappe
Sull’episodio è intervenuta Marianna Argenio, vice segretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che ha ricostruito i dettagli dell’aggressione esprimendo solidarietà al collega.
Duro anche il commento di Donato Capece, segretario generale del Sappe, che ha voluto sottolineare il valore dell’uomo prima ancora che dell’agente: «Il lavoro della Polizia Penitenziaria è ancora una volta motivo d’orgoglio per tutta la città.
Gli uomini e le donne del comando di Poggioreale riescono a coniugare l’aspetto personale con i doveri dell’uniforme. Questo episodio dimostra la loro grandissima professionalità e competenza, anche fuori dal servizio, a tutela di una cittadina indifesa».
Il sindacato torna dunque a ribadire la necessità di maggiori tutele per il personale della Penitenziaria, sempre più spesso esposto a rischi per la propria incolumità sia dentro che fuori le mura carcerarie.
Fonte Verificata






Commenti (11)
Munnezz
Aspettarli a Poggioreale e ti rifai
Maledetti
Che vergogna
Si bravo non mollare .mai
Ci vorrebbe la ghestapo in questa citta” massa di delinquenti.
Quando arrivano a Poggioreale trattienili un paio di ore in una stanza e divertiti ⚒️
Non teniamo speranza
Adesso questi delinquenti perché non vengono rimpatriati? Magari vengono rilasciati e continuano a delinquere
Ma la pistola dove la tenevi?.
E un episodio molto brutto che fa riflettere su come la società stia cambiando. È veramente preoccupante che un agente di polizia penitenziaria venga aggredito in questo modo, specialmente mentre cerca di aiutare una persona anziana.