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A Forcella la regia delle truffe agli anziani, usavano l'intelligenza artificiale per riprodurre le voci

In 11 colpiti da misure cautelari: al vertice un 32enne legato al clan di Forcella. Oltre 400mila euro di refurtiva recuperata. Nel 2025 boom di truffe agli anziani: solo a Padova denunciate 671 vittime.
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A Forcella la regia delle truffe agli anziani, usavano l'intelligenza artificiale per riprodurre le voci

Napoli - C’è ancora l’ombra lunga della camorra dietro l’ennesimo sistema di truffe ed estorsioni ai danni di anziani che, nel 2025, sta impegnando le procure e le Squadre Mobili di mezza Italia.

L’ultima operazione arriva da Padova, dove la Squadra Mobile ha eseguito 11 misure cautelari — due arresti in carcere e nove obblighi di dimora con firma quotidiana — smantellando un gruppo criminale che, secondo gli inquirenti, operava stabilmente tra Veneto, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Abruzzo.

Il promotore: un 32enne legato alla camorra di Forcella

Al vertice dell’organizzazione, dicono gli investigatori, c’era un pregiudicato 32enne, arrestato nella sua abitazione a Napoli. Un nome già noto alle forze dell’ordine: precedenti per associazione camorristica, traffico di droga, tentato omicidio e reati contro il patrimonio.

Un profilo che richiama altri arresti avvenuti in questi mesi tra Centro e Nord Italia, dove diversi sodalizi riconducibili a gruppi dell’area napoletana vengono individuati dietro ondate di truffe ai danni delle fasce più vulnerabili.

Una rete giovane e ramificata: la ‘vice’ è una 22enne

Colpisce l’età dei componenti: una struttura criminale giovanissima, dove spicca una 22enne di Pomigliano d’Arco, considerata dagli inquirenti il braccio destro del capo. Anche lei con un curriculum pesante: ricettazione, porto abusivo d’armi, resistenza e rissa.

Accanto a loro, nove indagati — uomini e donne tra i 20 e i 50 anni — quasi tutti già noti alle forze dell’ordine per un ventaglio di reati che va dalle truffe ai falsi, dallo spaccio alla rapina, fino al possesso di documenti contraffatti. Per loro scatteranno obblighi rigidi: permanenza notturna in casa, divieto di lasciare il comune di residenza, presentazione quotidiana in Questura.

Un modo per impedire nuovi spostamenti verso il Nord, dove – dicono gli investigatori – il gruppo si muoveva con disinvoltura per colpire in più regioni nell’arco della stessa settimana.

Il metodo: estorsioni e truffe con l’aiuto dell’intelligenza artificiale

Le contestazioni sono pesanti: associazione per delinquere finalizzata a estorsione, truffa e altri reati, con 15 episodi documentati tra Nord e Centro Italia. Le dinamiche sono quelle già note in dozzine di indagini avviate in questo 2025: telefonate ai danni di anziani, inganni sempre più sofisticati, ricorso a tecniche digitali e perfino alla riproduzione artificiale delle voci dei familiari per indurre le vittime nel panico e ottenere gioielli o contanti.

Una strategia criminale sempre più remunerativa. Lo ricorda il questore di Padova, Marco Odorisio: l’oro oscilla attorno ai 115 euro al grammo sul mercato ufficiale, ma nella ricettazione viene immediatamente piazzato a circa 75 euro. Un margine che spiega perché gruppi strutturati continuino a investire tempo e risorse nella caccia ai preziosi custoditi dagli anziani.

671 truffe in un solo anno: l’allarme a Padova

Il quadro complessivo è allarmante.

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Nel solo 2025, nella provincia di Padova, sono state denunciate 671 truffe agli anziani, 258 delle quali nel capoluogo: numeri che collocano l’area euganea tra quelle maggiormente colpite a livello nazionale. Secondo le stime investigative, il profitto illecito generato supera i 5 milioni di euro.

L’indagine padovana, avviata nel 2024 dopo una serie di estorsioni e false emergenze con vittime over 70, ha permesso di recuperare e restituire oltre 400mila euro in gioielli e contanti, un dato raro in questo tipo di reati, dove la refurtiva viene di solito frazionata e rivenduta nel giro di poche ore.

Una filiera collaudata: Napoli come base logistica

La presenza predominante di indagati residenti nell’area metropolitana di Napoli e nei comuni della cintura vesuviana (Pomigliano d’Arco, Castellammare, Marigliano) conferma un trend già emerso in altre operazioni del 2025, come i blitz di Trento, Parma, Brescia e Roma contro bande simili.
Una sorta di “filiera del raggiro”: la base in Campania, le cellule operative nel Centro-Nord, i ricettatori e i canali per piazzare l’oro immediatamente dopo la truffa.

Un modello criminale che, secondo gli investigatori, trae linfa anche da figure legate alla camorra, capaci di mettere a disposizione know-how, protezione e canali di ricettazione consolidati.

Gli indagati: una mappa completa del gruppo

Complessivamente risultano coinvolte:

2 persone arrestate: il 32enne capo e la 22enne vice.

9 destinatari di obblighi: tra 26 e 53 anni, quasi tutti con precedenti per truffa, ricettazione, stupefacenti, resistenza, falso, rapina.

4 ulteriori indagati a piede libero: tra cui una 24enne, un 33enne con precedenti per atti persecutori e un 20enne di Castello di Cisterna.

Un mosaico di profili eterogenei ma accomunati dalla capacità di muoversi su tutto il territorio nazionale per intercettare vittime facili.

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RIPRODUZIONE RISERVATA Articolo pubblicato il 29 Novembre 2025 - 11:50 - Giuseppe Del Gaudio

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