Capri – È un terremoto destinato a scuotere l’isola azzurra e l’intero panorama della ristorazione internazionale. Il Comune di Capri ha notificato la revoca della licenza commerciale a uno dei suoi indirizzi più celebri e iconici: il ristorante “Da Paolino”, il “tempio dei limoni” meta fissa del jet-set mondiale da decenni.
La decisione, basata su un pesante elenco di abusi edilizi, sebbene giunga durante la chiusura stagionale, è destinata a fare scalpore e a mettere in discussione il futuro di un simbolo dell’ospitalità caprese.
La valanga di abusi contestati
Il provvedimento comunale, che sancisce la «decadenza dei titoli commerciali abilitativi ed il divieto di prosecuzione dell’attività di pubblico esercizio», fa riferimento alle ordinanze di demolizione del Settore Urbanistica risalenti allo scorso settembre.
Queste ordinanze sono la conseguenza diretta dei sopralluoghi congiunti di Comune e Guardia di Finanza di inizio agosto, che hanno portato alla contestazione di ben 19 irregolarità edilizie.
Tra le opere abusive rilevate in via Palazzo a Mare, civico 11, spiccano diverse volumetrie realizzate in difformità o in assenza di titoli:Ambienti Tecnici e di Produzione: Un ripostiglio con solaio di copertura di circa 2 metri ed 83 centimetri ed una superficie di 18,90 metri quadrati. Ambienti destinati a pasticceria, sala dolci e preparazione per celiaci per un’altezza interna media di circa 3 metri ed una superficie complessiva di 70 metri quadrati.
Aree per la preparazione di insalate e stoccaggio crudi per un’altezza interna di circa 2 metri ed 87 centimetri ed una superficie complessiva di 14,40 metri quadrati.Trasformazioni Strutturali: Modifiche esterne negli ambienti destinati a cucina, celle frigorifere, zona lavaggio, servizi igienici, con la realizzazione di nuove strutture di sostegno, muri e diverse partizioni, ben più voluminose rispetto a quelle previste nell’istanza di condono del 1985.
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Unità Residenziale Illegittima
Contestata anche la realizzazione di una unità immobiliare a destinazione residenziale nel retro del ristorante, per una superficie di metri quadrati 50, un’altezza media interna di
circa 2 metri e 40 per un volume netto di circa 120 metri cubi.
Dettagli estetici sotto accusa
La lista include anche interventi su pergotende, fontane ornamentali, una vasca per i pesci e l’apertura di un arco nella muratura perimetrale.Tutte queste opere sono state realizzate su un immobile sottoposto a vincolo paesistico, aggravando la posizione della proprietà.Il Glamour di Via Palazzo a Mare”Da Paolino” non è un ristorante qualunque.
È il celebre locale immerso nel suggestivo agrumeto, divenuto un’icona grazie alla sua atmosfera unica e alla clientela stellare che lo ha eletto a proprio buen retiro caprese.
Ai suoi tavoli si sono seduti innumerevoli personaggi di spicco, tra cui Tom Cruise, la famiglia Agnelli, Michael Schumacher, Jim Belushi, Demi Moore, Michael Douglas, Edwige Fenech e lo stilista Valentino, solo per citare alcune delle presenze più illustri che hanno contribuito a cementare il mito del ristorante a livello globale.
La difesa: “vogliamo sistemare tutto”
Le ordinanze iniziali avevano concesso tre mesi per demolire tutte le opere abusive. Nel frattempo, la revoca della licenza ha inasprito la situazione. Il provvedimento può essere impugnato al Tar.
Dalla proprietà, Michela De Martino, esponente della terza generazione della famiglia di ristoratori, ha espresso la volontà di agire in conformità con la legge: “Stiamo valutando con i legali il da farsi, ma è nostra volontà sistemare la situazione in modo conforme alla legge”, ha dichiarato al Corriere del Mezzogiorno che oggi ha riportato la notizia, confermando l’intenzione di salvare il simbolo di famiglia e di Capri.La battaglia legale è appena cominciata, ma l’ombra della demolizione minaccia seriamente uno degli angoli più amati e fotografati dell’isola.
Fonte Verificata






Commenti (1)
Leggendo de questa situazione, mi sembra che la decisione del Comune sia stata molto severa. Certo, se ci sono veramente tanti abusi, è giusto intervenire. Ma spero che il ristorante possa trovare una soluzione e ripartire.