NAPOLI – Collane e anelli strappati con violenza dal collo e dalle mani di donne anziane, avvicinate all’improvviso mentre camminavano per strada. È questa la modalità con cui un 40enne italiano avrebbe messo a segno almeno cinque rapine tra aprile e giugno scorso, tra Trentola Ducenta, nel Casertano, e Grumo Nevano, in provincia di Napoli.
L’uomo, che agiva sempre con il volto coperto da un casco integrale, è stato arrestato dai carabinieri e condotto in carcere su disposizione del gip del tribunale di Napoli Nord. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord e condotte dalle stazioni dell’Arma di Trentola Ducenta e Grumo Nevano, hanno documentato la serialità e la spietatezza dei colpi.
Determinante per arrivare alla sua identificazione è stata l’analisi delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private, che hanno ripreso i suoi spostamenti nelle ore in cui venivano consumate le aggressioni. Per le vittime, tutte ultrasessantacinquenni, restano la paura e i segni lasciati da una violenza che ha colpito nel cuore della quotidianità.
MADDALONI – Hanno minacciato un coetaneo con un coltello e gli hanno portato via portafoglio, smartphone e bicicletta elettrica. Protagonisti della vicenda due minorenni, entrambi deferiti all’Autorità giudiziaria minorile per rapina in concorso dopo l’intervento dei Carabinieri della locale Stazione.
L’episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16.30, nei pressi di un bar in via Forche Caudine, a Maddaloni, in provincia di Caserta. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, la vittima, un ragazzo di 14 anni che si trovava in compagnia di un amico, sarebbe stata avvicinata da due coetanei. Dopo la minaccia con un’arma da taglio, i due si sarebbero impossessati dei suoi effetti personali per poi allontanarsi rapidamente.
Ancora una volta il centralissimo corso Umberto I, il “Rettifilo”, diventa teatro di violenza. Stavolta a farne le spese è stata una turista austriaca, scippata della collana d’oro nel tardo pomeriggio, mentre passeggiava con un’amica. A salvarla dall’aggressione, paradossalmente, non è stato l’intervento delle forze dell’ordine ma il coraggio di un passante, che ha colpito…
Caserta– Hanno pensato di trovare rifugio oltreconfine, nelle nebbiose terre della Bosnia-Erzegovina. Invece, per cinque dei sei componenti della banda violenta che il 22 marzo scorso mise a segno un audace colpo alla filiale della Deutsche Bank di Caserta, si è aperta la via del carcere. Un blitz internazionale, scattato all'alba di sabato scorso, ha siglato la fine della latitanza per il commando di rapinatori, tutti individuati e noti alle forze dell'ordine. L'operazione, frutto di un'indagine meticolosa condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta e coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, in sinergia con il Servizio Centrale per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ha visto le unità speciali della polizia bosniaca (SIPA) chiudere il cerchio. I cinque, tutti gravissimi indiziati, sono stati tratti in arresto. Il sesto complice era già stato fermato il 15 luglio mentre tentava di rientrare in Italia.
La dinamica della rapina ha il sapore di un'azione di guerra. Nella notte del 22 marzo, i sei uomini, a bordo di un'auto con targhe rubate, fecero irruzione nella filiale bancaria di via G. M. Bosco. Armi e volto coperto. In pochi minuti, forzarono la cassa continua, impossessandosi del bottino e fuggendo a bordo della stessa vettura. L'allarme attirò sul posto una volante della Polizia di Stato. Gli agenti, eroicamente, tentarono di sbarrare la strada ai malviventi. La reazione della banda fu di una violenza inaudita: senza esitazione, picchiarono a fondo e centrarono volontariamente l'auto di servizio. L'impatto fu tremendo: il veicolo della Polizia fu completamente distrutto. I due agenti a bordo riportarono lesioni guaribili in 7 e 10 giorni e dovettero essere trasportati d'urgenza in ospedale.
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Commenti (1)
Leggendo questo articolo mi rendo conto di come la violenza verso le donne anziane sia un problema serio. E’ triste sapere che ci sono persone che fanno questo senza pensare alle conseguenze e alla sofferenza delle vittime.