– Ancora una tragedia consumata tra le mura domestiche, ma questa volta la vittima è un uomo. Nella notte, in via Sant’Arcangelo a Baiano, nel cuore di Forcella, un 45enne è stato ucciso dalla moglie al culmine di una lite violenta.
La donna, rimasta a sua volta ferita, è stata soccorsa ed è ricoverata in codice rosso, perché centrata da alcuni fendenti, all’Ospedale Pellegrini, ma non è in pericolo di vita, e ascoltata dagli investigatori: ha dichiarato di essersi difesa dopo essere stata aggredita con un coltello dal marito.
La ricostruzione del delitto
Secondo le prime ricostruzioni, la discussione tra i coniugi sarebbe degenerata rapidamente. L’uomo avrebbe impugnato un coltello e colpito la moglie, che in qualche modo sarebbe riuscita a sottrargli l’arma e a reagire. Nel corso della colluttazione, lo avrebbe colpito mortalmente. Per il marito non c’è stato nulla da fare: quando sono arrivati i soccorritori, le ferite riportate erano già fatali.
E’ stato trovato morto nel letto Ciro Rapuano, 58 anni, accoltellato dalla moglie che alla Polizia di Stato – intervenuta nell’abitazione della coppia su richiesta della donna – ha riferito di essere stata ferita, anche lei a coltellate, dal marito, prima di reagire e accoltellarlo a sua volta.
La donna è al momento sotto interrogatorio da parte degli investigatori della Squadra Mobile di Napoli e di un magistrato della IV sezione (fasce deboli) della Procura di Napoli. L’omicidio è avvenuto tra le 2,30 e le 2,45, in via Sant’Arcangelo a Baiano.
La versione fornita dalla donna è ora al vaglio della Polizia, che conduce le indagini coordinate dalla Procura. Gli agenti hanno effettuato i rilievi nell’abitazione per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e chiarire le responsabilità.
La donna in ospedale
La moglie, ferita durante l’aggressione, è stata trasferita in ospedale per le cure necessarie. Le sue condizioni non sarebbero gravi, ma resterà sotto osservazione sia clinica che investigativa. Gli inquirenti dovranno stabilire se si sia trattato di legittima difesa o di un gesto dettato dalla rabbia in un contesto di tensioni familiari già note.
Un caso che ribalta gli schemi
Il fatto mette in luce un aspetto meno frequente ma non inedito della violenza domestica: la vittima, questa volta, è l’uomo. Generalmente le cronache raccontano di donne aggredite e uccise dai partner, ma il denominatore comune resta la spirale di violenza che si consuma all’interno delle mura di casa.
La coppia era conosciuta nel quartiere e nessuno si aspettava un epilogo simile. Resta ora da chiarire se dietro la tragedia vi fossero precedenti episodi di maltrattamenti e conflitti irrisolti.
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Commenti (1)
Leggo spesso di questi fatti ma stavolta è diverso. L’uomo, normalmente sono donne a subire. Speriamo che si faccia chiarezza su quanto successo e se era davvero legittima difesa o altro.