

Il centro di prima accoglienza dei Colli Aminei dove sono stati rinchiusi i due baby pistoleri di Quarto
Napoli - Erano circa le 1:30 quando il silenzio della notte è stato rotto da un assordante concerto di clacson e grida. Un gruppo di ragazzi, in sella a scooter, si è radunato davanti al Tribunale per i Minorenni di Napoli con un chiaro intento: manifestare il proprio sostegno a un giovane amico, detenuto nel vicino Centro di Prima Accoglienza.
Un gesto plateale di sfida, a pochi passi dalla caserma dei Carabinieri di Capodimonte, che non è passato inosservato.
I militari della vicina stazione sono intervenuti immediatamente per disperdere la dimostrazione. Alla vista della pattuglia, il gruppo di giovani si è dato alla fuga. Ma uno di loro, nel tentativo di scappare, ha compiuto un gesto sconsiderato che ha trasformato l'episodio in un reato.
Un 18enne, originario dei Quartieri Spagnoli e incensurato, ha cercato di fuggire investendo un carabiniere. Il militare, travolto dallo scooter, è riuscito a bloccare il giovane che, perdendo il controllo del mezzo, è caduto a terra.
Immediatamente è scattato l'arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il ragazzo si trova ora in attesa di giudizio, mentre il carabiniere è stato trasportato al CTO di Napoli, dove è stato medicato e dimesso con una prognosi di cinque giorni.
Questo episodio sottolinea ancora una volta una preoccupante deriva di violenza e arroganza che permea alcune fasce giovanili. Un'aggressione alle forze dell'ordine per un gesto di sfida, un'escalation che riflette una totale mancanza di rispetto per le regole e le istituzioni.