Camorra, le stese ai Quartieri Spagnoli e l’incontro del 2023 tra Luciano Barattolo e Pietro Savio

Il ruolo del nome “Mazzarella” e il peso simbolico della sua forza intimidatoria. Le regole non scritte: nessun affronto può restare impunito, nemmeno uno sgarbo da parte di estranei.
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Napoli – Oggi come nella primavera del 2023 nelle strade del centro storico della città, tra vicoli e piazze che da sempre rappresentano crocevia di affari e di sangue, il nome dei Mazzarella continua a risuonare come un marchio di potere.

Non si tratta solo di un cognome, ma di un simbolo: un brand criminale che evoca paura, rispetto e, soprattutto, la forza intimidatoria di un cartello che da decenni governa territori nevralgici del centro cittadino.

Le intercettazioni raccolte dagli investigatori dopo le ultime stese e ferimenti soprattutto nella zona dei Quartieri Spagnoli raccontano un mondo in cui ogni gesto, ogni parola, perfino una banale mancanza di rispetto da parte di un ragazzo estraneo a dinamiche camorristiche, può trasformarsi in un affronto da lavare col fuoco.

Per i Mazzarella, l’onore del clan non è negoziabile: una questione che travalica il singolo episodio e che investe la credibilità dell’intera organizzazione.

Basta rileggere e analizzare le oltre mille pagine dell’ordinanza cautelare che nel luglio scorso ha portato in carcere boss e gregari della cosca dei Mazzarella per capire le nuove dinamiche criminali di Napoli centro.

“Non possiamo far passare nulla, altrimenti perdiamo la faccia”, è la filosofia che emerge dalle conversazioni captate. Un dogma che impone reazioni immediate e plateali, anche quando l’episodio non colpisce direttamente un affiliato. Basta che accada nel territorio del clan, perché la risposta diventi obbligata: un segnale necessario a ribadire la supremazia sulle strade.

La regola del sangue

Dall’ordinanza emerge come la leadership dei Mazzarella sia sorretta da un principio semplice e crudele: nessun torto può restare impunito. Non importa che a subirlo sia un soldato del clan, un parente o un semplice conoscente. L’ombra di un’offesa, se non vendicata, rischierebbe di intaccare quel capitale di paura che da sempre rappresenta la vera ricchezza della famiglia.

In alcuni casi, la risposta prende la forma di vere e proprie spedizioni punitive, azioni di fuoco pensate per “dare l’esempio”. In altri, la dimostrazione di forza si concretizza in parate armate, cortei improvvisati che attraversano i quartieri più popolosi di Napoli, con kalashnikov e pistole in bella vista.

Queste sortite hanno un obiettivo preciso: mostrare la compattezza del cartello, composto dalle diverse famiglie affiliate – i Caldarelli, i Buonerba, gli D’Amico/Mazzarella – unite sotto un’unica regia. È una forma di propaganda criminale che parla al popolo dei vicoli e ai clan rivali: “noi siamo qui, siamo tanti, siamo armati e pronti a difendere il nostro territorio”.

Il peso del nome

Il marchio “Mazzarella” è così radicato nell’immaginario cittadino che perfino la sua storpiatura rappresenta un oltraggio. Le carte dell’inchiesta raccontano di episodi in cui affiliati hanno preteso scuse da giovani estranei al crimine, colpevoli soltanto di aver pronunciato male quel cognome. Per il clan, un simile gesto non è mai una banalità: è un segnale di disprezzo che, se ignorato, rischierebbe di incrinare la reputazione del gruppo.

È in questa logica che ogni episodio diventa occasione per riaffermare il dominio: che si tratti di un insulto, di un’aggressione o di una semplice mancanza di rispetto, la reazione deve essere immediata, eclatante, esemplare.

Un equilibrio fragile

Ma dietro la facciata di compattezza si nasconde un equilibrio delicato. La necessità di mostrare forza verso l’esterno spesso coincide con la volontà di consolidare i rapporti interni tra le famiglie del cartello.

In questo quadro, l’ascesa di Luciano Barattolo, detto “o’ barattolo”, nominato da pochi mesi reggente operativo, ha rappresentato una fase di transizione complessa: il giovane boss ha dovuto dimostrare di saper incarnare la tradizione di un clan che non tollera esitazioni né debolezze.

Le intercettazioni lo ritraggono mentre cerca di mediare, comandare, imporsi, consapevole che ogni passo falso può diventare pretesto per i rivali interni ed esterni. Il suo compito non è solo quello di gestire affari illeciti, ma di tenere alta la bandiera del clan, custodire l’aura di timore che circonda i Mazzarella e far rispettare regole che, da Forcella ai Quartieri Spagnoli, valgono quanto e più di una legge dello Stato.

 La stesa ai Quartieri Spagnoli del giugno 2023

La sera del 27 giugno 2023 Napoli visse l’ennesima dimostrazione di forza della camorra. Una scena che, se non fosse stata documentata dalle intercettazioni e dai rapporti investigativi, sembrerebbe tratta da un film sulla criminalità organizzata: uomini armati, affiliati a diverse famiglie, riuniti per attraversare i vicoli dei Quartieri Spagnoli in una vera e propria “parata” di potere.

La chiamata alle armi

La decisione maturò nei giorni precedenti, quando all’interno del clan si fece strada la convinzione che fosse necessario “dare un esempio”. Un’azione clamorosa, destinata a spegnere sul nascere ogni tentativo di intaccare il dominio dei Mazzarella.

Le intercettazioni del 3 giugno 2023 avevano già rivelato l’intenzione. Durante una conversazione, Eduardo Buonerba, figura di spicco della famiglia omonima, discusse con alcuni affiliati di un’ambasciata non meglio precisata. Le parole furono inequivocabili:
“Qua bisogna sparare, si deve dare l’esempio fuori”, diceva un uomo.

Era il segnale di un clima rovente, un preludio alla mossa plateale che sarebbe arrivata qualche settimana dopo.

Il corteo del cartello

Il 27 giugno, decine di affiliati si mossero come un unico corpo. Non un’azione isolata, ma un’iniziativa corale che vide scendere in strada esponenti di tutte le famiglie del cartello Mazzarella: i Caldarelli, i Buonerba, i D’Amico/Mazzarella.

Il gruppo si radunò in via Montecalvario, cuore pulsante dei Quartieri Spagnoli. Lì, sotto gli occhi attoniti di chi assisteva, si svolse una vera e propria scorreria armata. Pistole e mitragliette non vennero usate, ma esibite: il messaggio non era quello di colpire, bensì di far sapere a tutti che il clan era vivo, compatto e pronto a reagire.

Alla scena parteciparono nomi di peso: Luciano Barattolo , da pochi mesi designato reggente operativo; Antonio Bonavolta, detto ’o scensore, addetto alla riscossione delle mesate; Pasquale Buonerba e Salvatore Di Caprio, in rappresentanza della zona di via Carbonara ;Vincenzo “Lulù” Caldarelli, figura storica delle Case Nuove; Antonio “Tonino ’o 38” Cozzolino, genero di Salvatore D’Amico, detto ’o pirata.

e ancora esponenti provenienti da San Giovanni a Teduccio, Forcella, Tribunali, Mercato e Quartieri Spagnoli. Una formazione eterogenea ma compatta, un mosaico criminale che mostrava la forza dell’alleanza.

L’incontro con Pietro Savio

Dopo la stesa, Barattolo si recò presso l’abitazione di Pietro Savio, figura vicina al clan e all’epoca sottoposta agli arresti domiciliari. L’incontro, avvenuto proprio nel cuore dei Quartieri Spagnoli, suggellava il significato dell’azione: non solo una prova di forza, ma anche una riaffermazione del controllo sulle zone strategiche della città.

Il messaggio era chiaro: i Mazzarella sono ancora padroni del centro storico, nessuno può permettersi di ignorarli.

Le reazioni interne

Nei giorni successivi, le intercettazioni raccontano i retroscena di quella notte. Il 29 giugno, Eduardo Buonerba commentò con l’amico Postiglione la valenza dimostrativa dell’incursione.

Il giorno dopo, il 30 giugno, lo stesso Eduardo ne discusse con il fratello Pasquale, che aveva preso parte al corteo armato. In quell’occasione, Buonerba espresse dubbi sulla leadership di Barattolo:
“È troppo spavaldo, immaturo. Non ha fatto abbastanza galera”, osservava, quasi a sottolineare che l’autorità, nel mondo criminale, si misura anche con gli anni trascorsi dietro le sbarre.

Il significato della stesa

L’episodio del 27 giugno non fu un gesto isolato, ma la rappresentazione plastica di una strategia. La camorra sa che la paura è più efficace del piombo, e la scelta di sfilare in armi per i vicoli di Napoli serviva a consolidare due messaggi:

Verso l’esterno: nessuno può sfidare i Mazzarella senza pagarne le conseguenze.

Verso l’interno: le famiglie affiliate devono mostrare compattezza e riconoscere la leadership del cartello.

Un rituale criminale che, agli occhi degli investigatori, assume un valore cruciale: dimostra come la forza dei clan non si esprima solo con i delitti, ma con la capacità di controllare simboli, spazi e linguaggi.

 

Commenti (1)

L’articolo tratta una tematica complessa e delicata. I Mazzarella sono un esempio di come la criminalità possa infiltrarsi nella società. Tuttavia, sarebbe interessante capire meglio come le famiglie riescono a mantenere il controllo su un territorio così vasto e difficile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PUBBLICITA
● LIVE
Ultime notizie
Ultimo aggiornamento 17:06
19/03/2026 17:06

Delmastro, bufera sugli affari con la famiglia Caroccia del clan Senese

Dalle quote nella società delle “Bisteccherie d’Italia” ai legami indiretti con il clan Senese, il caso scuote il governo a ridosso del referendum.

19/03/2026 16:42

Clan Contini, il " broker delle ombre ": Gennaro Trambarulo

Dalla finanza digitale di Trambarulo al controllo ferreo delle corsie ospedaliere: l'Alleanza di Secondigliano si conferma una "Holding del Crimine" capace di mimetizzarsi tra i bit del web e i reparti dei nosocomi, gestendo Napoli come un'azienda privata al riparo dalle indagini tradizionali.

19/03/2026 16:11

Neonata muore dopo doppio accesso in ospedale: indaga la Procura di Benevento

Sequestrata la cartella clinica del “San Pio”. Disposta l’autopsia per chiarire le cause del decesso

19/03/2026 15:46

Quarto, Antonella Iaccarino bruciata viva per un parcheggio: ergastolo confermato per il vicino

La Corte d'Assise d'Appello di Napoli ha confermato la condanna all'ergastolo per Francesco Riccio, riconosciuto colpevole dell'omicidio di Antonella Iaccarino. La donna, 48 anni, fu cosparsa di benzina e data alle fiamme il 5 settembre 2023 a Quarto, al culmine di una lite per un parcheggio. Morì dopo 47 giorni di agonia.

19/03/2026 15:36

Caffetteria Principe di Napoli: dove il caffè racconta il vero sapore della città

In Piazza Museo 1, sotto i portici della Galleria Principe di Napoli, una caffetteria storica trasforma il rito quotidiano del caffè in un’esperienza intima e autentica, tra tradizione, calore umano e ritmo di strada.

19/03/2026 15:24

Stadio Maradona: ecco l'undici leggendario firmato Jorit

Il Sindaco di Napoli conferma l’impegno del Comune per ammodernare l’impianto di Fuorigrotta, rendendolo più sicuro e funzionale, mentre l'artista Jorit omaggia lo stadio con un nuovo murales.

19/03/2026 15:12

Droga nascosta nelle parti intime: sventato traffico nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

Sequestrati oltre 200 grammi di hashish e cocaina durante i controlli ai colloqui. Il Si.N.A.P.Pe: “Polizia Penitenziaria presidio fondamentale di legalità”
Operazione durante i colloqui: fermato un tentativo di introduzione di stupefacenti

19/03/2026 15:00

Il suono del riscatto: a Cercola nasce il primo parco sonoro per le giovani vittime di reato

Sabato 28 marzo l'inaugurazione del MaMeMiMò Park: un'oasi di musica e natura dove la memoria dei minori campani diventa un inno alla vita e all'inclusione sociale.

19/03/2026 14:48

Vico Equense presenta Aequa Spont Art: l'imperfezione diventa arte tra spontaneità e digitale

Sabato 21 marzo 2026, alle 11:00, il Cinema Teatro Aequa ospiterà la conferenza stampa di lancio del progetto promosso dall’Associazione Opera aps insieme ad Aerma Polani Aps, con il sostegno di istituzioni locali e esperti del settore culturale.

19/03/2026 14:36

Salerno, blitz contro la pesca di frodo: sequestrati 2. 500 ricci di mare a Marina di Arechi

Maxi multa da 18mila euro per due soggetti, di cui uno pluripregiudicato in trasferta dalla Puglia. Il bottino destinato al mercato nero avrebbe fruttato circa 5mila euro. Gli esemplari, ancora vivi, sono stati restituiti all'ecosistema marino.

19/03/2026 14:24

In trasferta in Umbria per una truffa, e lasciano la madre dimenticata e segregata in casa

Una coppia di truffatori era partita per un "colpo" fuori regione, lasciando sola e senza cure la parente 75enne. L'anziana, salvata dai militari nel Casertano, è ora ricoverata in gravi condizioni. Figlio e nuora, già in carcere per un'altra truffa, sono stati denunciati anche per sequestro di persona e maltrattamenti.

19/03/2026 14:18

Arrestato 22enne per spaccio nel rione San Paolo: hashish, bilancino e contanti in casa

Blitz della Polizia in un seminterrato: sequestrati 42 grammi di hashish e tutto il necessario per lo spaccio. Il giovane finisce in manette.

19/03/2026 14:06

Casal di Principe, scatta l'operazione Alto Impatto: un arresto per droga e tre denunce

I Carabinieri della Compagnia locale setacciano il territorio tra Casal di Principe e Casapesenna: sequestrati oltre 100 grammi di cocaina e furgoni rubati.

19/03/2026 13:54

Caso Domenico, Oppido pronto a chiarire davanti al gip

Il cardiochirurgo indagato per omicidio colposo e falso: “Collaborerà per ricostruire i fatti”. I genitori di 186 piccoli pazienti: “Medico eccelso, innocente fino a sentenza”

19/03/2026 13:42

Rapina in pieno centro: sventato il furto del portafogli a Corso Umberto I, arrestati due algerini

Entrambi irregolari sul territorio nazionale e con precedenti per reati predatori, sorpresi poco dopo aver strappato il portafogli a un uomo in corso Umberto I, nel pieno centro di Napoli. La refurtiva è stata immediatamente recuperata e restituita alla vittima.

19/03/2026 13:25

Sequestrati oltre 900 prodotti e gadget contraffatti dell'US Avellino

La Guardia di Finanza di Avellino ha sequestrato oltre 900 prodotti contraffatti con il marchio dell’Us Avellino.

19/03/2026 13:15

Portici, Fernando Farroni candidato sindaco della coalizione progressista

Fernando Farroni accetta la sfida e si candida a sindaco di Portici, raccogliendo l’indicazione di una coalizione progressista ampia e articolata.

19/03/2026 12:51

Torre Annunziata, sequestrata azienda di imballaggi per inquinamento atmosferico

Capannone industriale di circa 2.000 mq disponibile per affitto. Ideale per attività produttive e logistiche.

19/03/2026 12:39

Pozzuoli, droga nascosta nell'auto: arrestato 36enne dai Carabinieri

I Carabinieri di Pozzuoli hanno arrestato un 36enne del posto con cocaina destinata alla vendita, già noto alle forze dell'ordine.

19/03/2026 12:27

Como in lutto: è morto Michael Bambang Hartono, proprietario del club

Como piange la scomparsa di Michael Bambang Hartono, proprietario insieme al fratello Robert Budi del Como 1907 e figura di spicco del panorama imprenditoriale internazionale.

PUBBLICITA

Primo piano