La voce del parroco
Don Patriciello, simbolo della resistenza civile contro le mafie, ha continuato a celebrare messa nonostante l’intimidazione. Ma non nasconde l’amarezza: «Mi dispiace per Vittorio, lo conosco da tanti anni. Mi dispiace che lo abbia fatto durante la comunione dei bambini: è stato un gesto blasfemo. La messa ce la devono lasciare, quella non si tocca».
Il sacerdote sottolinea anche la solitudine del territorio: «Da più di vent’anni chiedo ai governi di intervenire. Sono venuti ministri e politici, hanno promesso, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il Parco Verde resta un luogo segnato dal peccato originale del male: migliaia di persone ammassate in palazzi senza futuro».
Un segnale da non sottovalutare
Il proiettile consegnato in chiesa rappresenta un salto di qualità nelle intimidazioni: non un gesto clandestino, ma un atto pubblico, carico di simboli, compiuto davanti ai fedeli e ai bambini. Per gli investigatori sarà ora cruciale stabilire se De Luca abbia agito di propria iniziativa o se dietro di lui ci sia la mano dei clan, pronti a riaffermare la loro presenza in un territorio in cui lo Stato fatica ancora a radicarsi.
Don Patriciello, intanto, non arretra: «Sto bene, ma è stato un gesto doloroso. Mi ha ferito di più perché avvenuto davanti ai bambini, che sono il nostro futuro. Un futuro che qui al Parco Verde sembra sempre un po’ incerto».










E un fatto veramente strano quello che e successo in chiesa. Non si capisce bene se Vittorio De Luca avesse un vero messaggio da portare o se fosse solo un uomo confuso. La situazione al Parco Verde e complicata e fa paura a tutti.