Perché i coccodrilli sopravvissero all’asteroide che estinse i dinosauri

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Come riuscirono i coccodrilli a superare l’impatto che contribuì all’estinzione dei dinosauri? La risposta sembra risiedere nella combinazione di metabolismo lento, dieta flessibile e rifugi d’acqua dolce.

Un’estinzione globale, non uniforme

Circa 66 milioni di anni fa, un asteroide colpì la regione dell’attuale penisola dello Yucatán, formando il cratere di Chicxulub. L’impatto liberò polveri, aerosol e composti dello zolfo nell’atmosfera, riducendo la luce solare e alterando rapidamente il clima. A questa crisi si associarono incendi, piogge acide e il collasso di molte reti alimentari.

L’evento non eliminò però ogni forma di vita complessa. Sopravvissero gruppi molto diversi: mammiferi, uccelli, tartarughe, anfibi, pesci e alcuni rettili. Tra questi ultimi ci furono i coccodrilli, anche se la loro storia evolutiva fu tutt’altro che priva di perdite. Prima e dopo il limite tra Cretaceo e Paleogene esistevano infatti molte linee di crocodiliformi, oggi scomparse.

Il vantaggio di consumare poca energia

I coccodrilli sono ectotermi: la loro temperatura corporea dipende in larga misura dall’ambiente. Non devono mantenere costantemente un’elevata temperatura interna come fanno gli uccelli e i mammiferi. Questo riduce il fabbisogno energetico, soprattutto quando il cibo diventa raro.

Durante una crisi ecologica, tale caratteristica può fare la differenza. Un animale con metabolismo relativamente basso può resistere più a lungo tra un pasto e l’altro e non necessita di una disponibilità continua di prede. Non significa, però, che il freddo sia innocuo: temperature troppo basse rallentano attività, digestione e crescita. La sopravvivenza dipende quindi dalla presenza di microambienti ancora abitabili.

Acqua e dieta flessibile

Molti coccodrilli trascorrono gran parte della vita in acqua o nelle sue immediate vicinanze. Fiumi, laghi e zone umide possono offrire una protezione parziale dagli incendi che devastano la vegetazione terrestre e dagli sbalzi termici più rapidi. L’acqua non annulla gli effetti dell’impatto, ma può attenuarne alcuni.

La loro dieta è inoltre opportunistica. Un coccodrillo adulto può nutrirsi di pesci, anfibi, rettili, uccelli o carcasse, mentre alcune specie riescono a sopravvivere per periodi prolungati con pochissimo cibo. Questa flessibilità è importante quando scompaiono le prede abituali e la catena alimentare si impoverisce.

Il confronto con i grandi dinosauri carnivori è istruttivo. Un predatore di grandi dimensioni richiede molta più energia e dipende da popolazioni abbondanti di erbivori e altri animali. Quando la produttività degli ecosistemi crolla, le specie più grandi possono trovarsi rapidamente senza risorse sufficienti.

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