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Santa Maria Capua Vetere, il caso dell’aggressione al professore finisce su Rai 3

Riprese di “Un giorno in Pretura” al processo per lesioni aggravate. Il docente Morelli: "Colpito al volto con un pugno"

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Santa Maria Capua vetere – Le telecamere del programma Rai “Un giorno in Pretura”, con la giornalista Antonella Nafra, sono tornate all’interno del Palazzo di Giustizia sammaritano per documentare un processo che ha scosso la comunità scolastica: quello a carico di Amedeo Di Maro, 50 anni, residente proprio nella città del Foro, accusato di aver aggredito un insegnante all’interno dell’Istituto scolastico “Gallozzi”.

Il procedimento, in corso davanti al giudice Alessandra Vona, è seguito con particolare attenzione dall’opinione pubblica e dalla stampa nazionale. Alla sbarra, Di Maro risponde di lesioni aggravate ai danni del professor Giuseppe Morelli, che all’epoca dei fatti rivestiva il doppio ruolo di docente e vicepreside dell’istituto, qualifica che lo configurava come pubblico ufficiale.

A sostenere l’accusa è il pubblico ministero Armando Bosso, che ha chiesto il rinvio a giudizio sulla base delle indagini condotte dal Commissariato di Polizia.

L’aggressione in aula e le testimonianze

Durante l’ultima udienza, sono stati ascoltati i testimoni oculari dell’episodio avvenuto circa due anni fa. In particolare, il professor Antonio Letizia ha riferito in aula di aver assistito personalmente all’aggressione, raccontando di aver visto Di Maro sferrare un violento pugno al volto del collega Morelli e di essere stato lui stesso strattonato con forza.

Ha inoltre chiarito che gli spostamenti degli studenti durante l’orario scolastico erano rigidamente regolamentati e di non sapere perché, quel giorno, alcuni alunni della classe 3ª F si trovassero in mezzo a un gruppo di genitori in protesta.

Particolarmente rilevante anche la deposizione della professoressa Chiara Martini, che ha ammesso di aver autorizzato gli studenti a contattare telefonicamente i propri genitori. Una scelta che, secondo la ricostruzione, avrebbe innescato la presenza dei familiari fuori dall’istituto e la successiva aggressione da parte di Di Maro, convinto – erroneamente – che il professor Morelli fosse il docente accusato dalla figlia di comportamenti inappropriati.

L’origine della denuncia e la parte civile

L’indagine è scattata in seguito alla querela presentata da Morelli, assistito dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, presso il Commissariato della Polizia di Stato. Il docente riportò lesioni giudicate guaribili in 80 giorni, a causa di una complicanza oculare provocata dal trauma. L’aggressore fu identificato solo in seguito alle indagini.

A processo, la parte civile – rappresentata dall’avvocato Gaetano Crisileo – ha chiesto la condanna penale dell’imputato e il risarcimento dei danni subiti.

La prossima udienza è fissata per il 9 ottobre e anche in quell’occasione Rai 3 sarà presente per documentare l’intero dibattimento, confermando l’attenzione mediatica su un caso che intreccia scuola, giustizia e violenza.

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Commenti (1)

E’ un caso molto complicato questo, si vede che la giustizia non è sempre facile. La testimonianza del prof. Letizia sembra importante, ma ci sono molte domande che restano senza risposte. Speriamo che alla prossima udienza si chiarisca tutto.

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