

Ricordiamo Salvatore Giordano con una targa commemorativa
Una targa in via Toledo per tenere viva la memoria di un gesto eroico e chiedere verità dopo 11 anni: “Un eroe dimenticato, ora giustizia”
Napoli – Una targa per ricordare Salvatore Giordano, il ragazzo di appena 14 anni morto il 5 luglio del 2014 colpito dai calcinacci staccatisi dalla facciata della Galleria Umberto I, è stata scoperta questa mattina all’ingresso della galleria su via Toledo.
La cerimonia è stata fortemente voluta dal Comune di Napoli, che ha voluto rendere omaggio a un giovane la cui storia è rimasta nel cuore della città. Ma è anche, e soprattutto, un grido di giustizia rimasto inascoltato per troppo tempo.
Emozionanti e cariche di dolore le parole del padre, Umberto Giordano, che ha letto una lettera pubblica durante la cerimonia, rivolgendosi direttamente al sindaco Gaetano Manfredi:
“Da padre a padre, aiutatemi ad avere giustizia per Salvatore. Sono onorato che oggi, dopo undici anni, il Comune abbia finalmente installato questa targa. Ma mi auguro che non debbano passare altri undici anni per vedere riconosciuto a mio figlio il giusto tributo: la Medaglia d’oro al valor civile”.
Al termine del discorso, un lungo e commosso abbraccio tra il padre e il sindaco, simbolo di un dolore condiviso e di un impegno istituzionale che oggi prova a colmare anni di silenzi. La famiglia non ha nascosto la delusione per l’assenza di sostegno da parte della precedente amministrazione:
L’eroismo di un gesto semplice. Il nome di Salvatore Giordano è inciso sulla targa insieme a una frase che sintetizza l’essenza del suo ultimo gesto: “Il suo atto eroico resterà per sempre vivo nella memoria della città”.
Quel giorno, Salvatore si trovava con alcuni amici a Napoli: fu la sua prima uscita da solo, e fu anche l’ultima. Vide i calcinacci cadere e fece scudo con il corpo per salvare un compagno.
La sorella, Angela Giordano, ha ricordato la bontà e la gentilezza di Salvatore, spiegando come la targa sia il simbolo concreto di un dolore che chiede ancora riconoscimento:
“Sarà lì per ricordare a tutti il suo coraggio. Napoli non deve dimenticare”.
Il sindaco Manfredi ha voluto sottolineare l’impegno del Comune per fare luce su quanto accaduto: “Dal mio insediamento seguo personalmente questa vicenda. La targa è stata scoperta solo ora perché abbiamo voluto attendere la fine dei lavori di restauro della Galleria Umberto.
È un piccolo, doveroso gesto etico verso un ragazzo che ha mostrato un coraggio straordinario. Nulla potrà mai colmare il dolore della sua famiglia, ma il suo sacrificio deve entrare nel patrimonio morale della città”.
Alla cerimonia ha preso parte anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e ai piedi della targa è stata posta una corona di fiori, in memoria di un adolescente che, con un gesto istintivo e coraggioso, è diventato simbolo di altruismo e amore.
Dopo undici anni, la memoria di Salvatore è finalmente impressa nel cuore di Napoli. Ma resta aperta la ferita dell’attesa di giustizia. La richiesta della famiglia è chiara: non basta una targa. Serve un riconoscimento istituzionale, civile e giudiziario.
E una verità che ancora tarda ad arrivare.
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