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Clan Gionta: “Dobbiamo fare un paio di morti”. Il ruolo di donna Gemma

Scacco alla camorra di Torre Annunziata: ecco chi sono i 19 indagati: 17 arresti per estorsioni, armi e traffico di droga
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Torre Annunziata– Un duro colpo è stato inferto oggi al clan Gionta, una delle più temibili organizzazioni camorristiche operanti a Torre Annunziata e nei territori limitrofi.

I Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e in esecuzione di un’ordinanza cautelare del GIP del Tribunale di Napoli, hanno arrestato 17 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di reati che vanno dall’associazione di tipo mafioso alla detenzione e porto illegali di armi, estorsione e tentata estorsione, fino alla detenzione a fine di spaccio di droga. Tutti i delitti sono aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan Gionta.

Un territorio sotto assedio: estorsioni e lo scontro trai clan

Le indagini hanno fatto emergere una consolidata pratica estorsiva ai danni di imprenditori e commercianti della zona, costretti a sottostare alle richieste del clan. È stata altresì riscontrata la costante disponibilità di armi da fuoco, segno della volontà del clan di mantenere il controllo del territorio anche attraverso la violenza. Non solo: è emerso anche un fitto collegamento con altre organizzazioni camorristiche.

Particolarmente inquietante un’intercettazione ambientale risalente al 14 agosto 2023, tra Savino Carmine Mariano, Savino Alfredo e un soggetto non identificato. La conversazione svela una chiara programmazione di azioni armate nei confronti delle fazioni rivali dei Valentini: “però zio voi sapete che penso? Che a NOI (ndr inteso come clan camorristico Gionta) ci servono un paio di MORTI!… o mo o mai più! … io sono d’accordo a farlo zio! … per me fate bene, per me fate bene! … ora è il momento! se noi non lo facciamo … ma di che stiamo parlando zio?!'”.

Frasi che attestano la ferocia e la determinazione con cui venivano pianificate azioni di sangue, senza alcun ripensamento.

L’organigramma del clan e il ruolo chiave di “Donna Gemma”

Le intercettazioni e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia hanno permesso di ricostruire l’organigramma del clan Gionta, che si avvale della forza d’intimidazione derivante dal vincolo associativo per acquisire il controllo di attività lecite e illecite, in particolare estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti.

L’obiettivo è ottenere vantaggi e profitti economici ingiusti, anche attraverso la contrapposizione armata con organizzazioni criminali rivali, come il “IV Sistema” e i gruppi con base operativa al “Parco Penniniello” di Torre Annunziata.

In questo contesto, emerge con forza il ruolo “eccentrico” ma apicale di Donnarumma Gemma, scarcerata il 26 aprile 2022 e tornata immediatamente a rivestire una posizione di primissimo piano nel clan in virtù del suo status di “moglie” del capoclan Valentino. Tutti le riconoscono un ruolo primario: Donnarumma Gemma gestisce in autonomia le estorsioni, impone l’assunzione di persone a lei vicine e percepisce proventi dal traffico di stupefacenti.

Il suo mantenimento è garantito direttamente dal reggente Amoruso Gaetano, suo nipote, che le fa fronte alle lamentele sul mantenimento (“solo” 1500 euro al mese) facendole arrivare “regali” anche in occasioni di festività.

Per aumentare le sue entrate, Donnarumma Gemma, con l’aiuto del fratello Enrico, incassava personalmente i proventi delle estorsioni ai danni delle vittime riportate sulla “lista” del clan (come le imprese Eredi Vitiello) e organizzava estorsioni ai danni di soggetti non presenti nell’elenco.

I momi degli indagati:

Di seguito l’elenco degli indagati raggiunto dalle misure cautelari:

  • AMOROSO Gaetano, inteso “Mundio” o “o niruno”, nato a Torre Annunziata (NA) il 25.05.1992, residente a Torre Annunziata al Vico del Fuoco n. 8.
  • BOFI Raimondo, nato a Pompei (NA) il 10.06.1991, residente a Torre Annunziata alla Via Stamperia n. 2, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari a Scalea (CS) alla Via Bergamo 45.
  • DE ANGELIS Giancarlo, nato a Torre Annunziata (NA) il 25.02.1985, residente a Torre Annunziata al Corso Vittorio Emanuele III n. 177.
  • DELLA GROTTA Alfredo, inteso “o Rappaone”, nato a Torre Annunziata (NA) il 10.09.1995, residente a Torre Annunziata alla Via Castello n. 64, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Viterbo.
  • DI MARTINO Luigi, nato a Torre Annunziata (NA) il 02.08.1983, residente a Torre Annunziata alla Via Tagliamonte n. 2.
  • DONNARUMMA Enrico, inteso “o Primario”, nato a Torre Annunziata (NA) il 06.02.1971, residente a Torre Annunziata alla Via Cavour n. 110.
  • DONNARUMMA Gemma, intesa “Donna Gemma”, nata a Torre Annunziata (NA) il 26.03.1954, residente a Torre Annunziata alla Via Castello n. 64, sottoposta alla misura di sicurezza della libertà vigilata.
  • FERRARO Salvatore, inteso “o Capitano”, nato a Torre Annunziata (NA) il 29.10.1964, residente a Torre Annunziata alla Via Vittorio Veneto n. 349, sottoposto agli arresti domiciliari a Torre Annunziata alla Piazza Cesare Battisti n. 10.
  • GUARRO Michele, inteso “Michele o Baffone”, nato a Torre Annunziata (NA) il 06.06.1964, residente a Torre Annunziata alla Piazza Giovanni XXIII n. 3.
  • LA ROCCA Mariano, nato a Pompei (NA) il 14.09.1994, residente a Torre Annunziata alla Via G. Parini n. 121.
  • MAS Amedeo Rosario, inteso “o Cardone”, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 20.09.1973, residente a Torre Annunziata alla Via Castello n. 68.
  • MAS Michele, nato a Torre Annunziata (NA) il 28.08.2004, residente a Torre Annunziata alla Via Castello n. 68.
  • PALUMBO Salvatore, inteso “o Maffone”, nato a Torre Annunziata (NA) il 06.11.1974, residente a Torre Annunziata alla Via Vittorio Veneto n. 28, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia.
  • ROMITO Pasquale, inteso “o Simm”, nato a Torre Annunziata (NA) il 02.08.1988, residente a Torre Annunziata alla Via Benone n. 49.
  • SAVINO Alfredo, nato a Torre Annunziata (NA) il 27.11.1996, residente a Torre Annunziata alla Via Nicolò D’Alagno n. 6.
  • SAVINO Carmine Mariano, inteso “Carmine”, nato a Torre Annunziata (NA) il 24.06.1985, residente a Torre Annunziata alla Via Nicolò D’Alagno n. 6.
  • SAVINO Massimo, nato a Torre Annunziata (NA) il 01.06.2000, residente a Torre Annunziata alla Piazza Giovanni XXIII n. 3.
  • TAMMARO Fabiano, inteso “Fabio”, nato a Torre Annunziata (NA) il 03.10.1994, residente a Torre Annunziata al Corso Vittorio Emanuele III n. 133, di fatto domiciliato a Torre Annunziata al Vico Ottonai n. 8, sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di Torre Annunziata.
  • ULIANO Raffaele, inteso “Partimiello”, nato a Torre Annunziata (NA) il 01.12.1976, residente a Torre Annunziata alla Via Roma n. 12.

Le condotte contestate si estendono fino all’attualità per il reato associativo, e all’anno 2023 per i reati-fine. Ciò attesta la persistente e allarmante pericolosità degli indagati, tutt’ora attivi nei rispettivi settori di “competenza”, come confermato dal collaboratore di giustizia Salvatore Buonocore.

La Procura sottolinea la “certa sussistenza del pericolo di reiterazione dei reati”. I recenti gravissimi fatti di sangue avvenuti nel territorio di Torre Annunziata e nelle zone limitrofe attestano inequivocabilmente l’attuale operatività del clan, confermando il contenuto delle intercettazioni e delle dichiarazioni in atti. A rafforzare il quadro investigativo, due sequestri del 7 maggio 2022 e del 3 aprile 2025, che hanno portato al ritrovamento di numerose armi e stupefacenti di diversa natura.

Nelle oltre 260 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Antonino Santoro, grazie alle intercettazioni e ai racconti di numerosi pentiti in particolare Pietro Izzo e Salvatore Buonocore, si descrive tutto l’operato del clan Gionta degli ultimi anni a partire dalla scarcerazione nel maggio del 2022 di Gemma Donnarumma.

Si fa l’organigramma, si tracciano i ruoli, si indicano i nemici da colpire, gli imprenditori da taglieggiare ma ci sono anche particolari indeiti della guerra di camorra di Torre Annunziata.

A confermare la persistente pericolosità del gruppo, anche i recenti sequestri avvenuti il 7 maggio 2022 e il 3 aprile 2025, che hanno portato al ritrovamento di armi da guerra e ingenti quantitativi di droga.

Secondo la DDA, il clan Gionta resta tuttora attivo e fortemente radicato sul territorio, con l’obiettivo di controllare attività economiche lecite e illecite nella zona di Torre Annunziata e nei comuni vicini.

(nella foto un momento delle perquisizioni e da sinistra Gemma Donnarumma, Gaetano Amoruso, Michele Guarro e Ferraro Salvatore)

 

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