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Carceri, Di Marco (Anf): “Mattarella indica su cosa si misura un paese”

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Bologna – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando ieri al Quirinale il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ed una rappresentanza della Polizia penitenziaria, ha parlato della “grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento, nonché delle condizioni strutturali inadeguate di molti istituti, nei quali sono necessari interventi di manutenzione e di ristrutturazione.

Interventi da intraprendere con urgenza, nella consapevolezza che lo spazio non può essere concepito unicamente come luogo di custodia, ma deve includere ambienti destinati alla socialità, all’affettività, alla progettualità del trattamento”.

Parole importanti per l’Associazione nazionale forense (Anf): “Il monito del presidente Sergio Mattarella ci ricorda, con molto garbo, che la giustizia non è solo processi, sentenze e statistiche, ma è uno spazio umano di relazioni dove ogni giorno si consumano momenti di vita delle persone, sia come singoli, sia come collettività, e momenti di democrazia e civiltà di un Paese, sui quali si misura il suo grado di progresso, presente e futuro”, afferma il segretario generale dell’Anf, Giampaolo Di Marco.

“Sicurezza e giustizia devono essere concetti palindromi, ma avendo ben presente che entrambi devono avere come obiettivo la persona, senza discriminazioni, senza pregiudizi e soprattutto applicando una nuova metrica al principio solidaristico dell’articolo 2 della Costituzione”, aggiunge Di Marco.

Sentite le parole di Mattarella, inoltre, per Di Marco, “amnistia e indulto non sono misure coerenti” con quanto indica e sostiene il presidente della Repubblica, “il quale si riferisce a misure strutturali, nelle quali quelle di politica legislativa come amnistia e indulto sarebbero l’ennesima via facile”.

Ma allora meglio costruire nuove carceri? Farlo “significa che per lo Stato l’espiazione della pena resta l’unica forma di gestione della sua potestà punitiva. Non puoi parlare di giustizia riparativa, misure alternative e rieducazione se poi la pena detentiva resta l’unica forma che ritieni maggiormente visibile”, segnala Di Marco.

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Numeri che pesano come macigni e raccontano una battaglia quotidiana dietro le sbarre. Nel solo mese di dicembre, nel carcere di Poggioreale, sono stati sequestrati 62 smartphone e circa un chilo di droga. Il bilancio complessivo del 2025 parla di 540 telefonini e 16 chili di sostanze stupefacenti intercettati negli istituti.

A rendere noti i dati è l’Uspp. “Questi numeri non sono solo dati statistici, ma il segno tangibile che lo Stato è presente grazie alla polizia penitenziaria che garantisce un ambiente detentivo sicuro e legale”, affermano il presidente nazionale Moretti e il segretario regionale Auricchio.

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Salerno, insulti web a Mattarella e al Papa con nickname falso: denunciato

di A. Carlino 11 Dicembre 2025 - 13:45 13:45

Smascherato dalla Digos il residente salernitano che ha usato Facebook per diffondere messaggi offensivi e minatori contro le più alte cariche dello Stato e della Chiesa, le forze dell'ordine e l'amministrazione locale. Armi ritirate in via cautelativa. Salerno - L'anonimato della rete non ha retto di fronte alle indagini della Polizia di Stato. Un cittadino residente a Salerno è stato denunciato dopo essere stato identificato come il presunto responsabile della pubblicazione di una serie di post offensivi e minatori diffusi attraverso un profilo Facebook anonimo. L'attività, coordinata dalla Procura di Salerno, è partita dal quotidiano monitoraggio della rete da parte della Digos della Questura. Gli investigatori hanno intercettato un account social divenuto una vera e propria cassa di risonanza per contenuti dal carattere fortemente ingiurioso.

L'ondata di insulti non ha risparmiato le più alte istituzioni del Paese. Nel mirino del leone da tastiera sono finiti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Sua Santità Papa Leone XIV, le forze dell'ordine e, non da ultimo, l'Amministrazione comunale di Salerno. Nonostante l'utilizzo di un nickname di fantasia pensato per garantirne l'impunità, gli accertamenti tecnici specialistici si sono rivelati decisivi. Le indagini hanno permesso di risalire con rapidità all’effettivo utilizzatore dell'account, il quale, messo alle strette, avrebbe ammesso le proprie responsabilità.

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Fonte Verificata

Commenti (1)

L’argomento dell’articolo è molto interessante, ma ci sono tanti problemi e soluzioni che devono essere presi in considerazione. Le carceri non possono essere solo luoghi di punizione, ma anche di recupero e rieducazione delle persone che commettono errori.

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