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Carcere di Santa Maria Capua Vetere, uomo forza la recinzione per introdurre telefoni

Sistema di sicurezza ancora una volta sotto accusa
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Santa Maria Capua Vetere  – Ha danneggiato la rete di recinzione del carcere ed è riuscito a penetrare in una zona vietata della struttura penitenziaria per tentare di introdurre telefoni cellulari destinati ai detenuti.

È accaduto nella notte tra domenica e lunedì nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, già al centro di gravi criticità in passato. L’uomo è stato fermato dopo pochi metri grazie all’intervento della polizia penitenziaria, ma l’episodio riaccende l’attenzione sulla debolezza dei sistemi di controllo e sorveglianza all’interno del carcere.

Non è il primo caso: solo pochi giorni prima, il 30 giugno e il 2 luglio, gli agenti avevano già sventato altre azioni illecite, con il sequestro di cellulari, sostanze stupefacenti e materiale vietato, anche grazie alla collaborazione con la Procura della Repubblica.

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Sistema di sicurezza sotto pressione

Questi episodi, ravvicinati nel tempo, evidenziano un sistema di sicurezza sotto pressione, spesso costretto a rincorrere emergenze continue, nonostante l’impegno e la professionalità degli agenti in servizio.

L’introduzione di dispositivi tecnologici e droga in carcere rappresenta una falla strutturale, aggravata dalla carenza di organico, da tecnologie obsolete e da una sorveglianza esterna sempre più difficile da garantire.

Ancora una volta, l’istituto penitenziario sammaritano – già noto per le inchieste su maltrattamenti ai danni di detenuti – si ritrova al centro di un episodio che interroga le istituzioni sulle condizioni di sicurezza e sul reale controllo degli accessi, dentro e fuori la cinta muraria.

Articolo pubblicato il 8 Luglio 2025 - 19:40 - A. Carlino

Commenti (2)

Questa situazion è preoccupante, sembra che ci sia un problema serio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Le forze dell’ordine fano il meglio che posson, ma senza risorse adeguate diventa difficile controllare tutto. Eppure ci sono stati già casi simili prima.

Sì, hai ragione, la mancanza di personale e di tecnologie adeguate complica la situazione. È necessario trovare soluzioni effettive per evitare che accadano ulteriori episodi del genere, altrimenti non si può garantire la sicurezza.

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